Sicurezza
Georges Alexandre, per mare col kayak in difesa dei profughi
SAN VINCENZO. È arrivato la scorsa settimana via mare, con il suo kayak pesante una trentina di chili e lungo circa cinque metri. A bordo, anche la tenda per dormire. Si è fermato sulla spiaggia dell’...
SAN VINCENZO. È arrivato la scorsa settimana via mare, con il suo kayak pesante una trentina di chili e lungo circa cinque metri. A bordo, anche la tenda per dormire. Si è fermato sulla spiaggia dell’hotel Ciritorno, a pochi passi dal Marinaio di Talani e dal porto.
Si tratta di Georges Alexandre (nella foto), 44enne franco-canadese, difensore dei diritti umani dei profughi. Fa parte del Gruppo EveryOne, e nel 2011 ha ricevuto il Premio Eddie Hamel per aver difeso i profughi e gli emarginati attraverso lo sport. Col suo kayak è partito due anni fa dalla Tunisia, passando per tutti i luoghi in cui giungono i barconi dei naufraghi. A Lampedusa è stato picchiato da chi non condivideva il suo messaggio umanitario. Vuole arrivare nei prossimi mesi a Bruxelles per parlare con alcuni politici del Parlamento Europeo che si sono interessati alla sua iniziativa.
Georges è stato accolto sulla spiaggia sanvincenzina dal bagnino sanvincenzino Massimiliano Roventini, che gli ha dato uno spazio tutto per lui e che con Alexandre ha parltoa della straordinaria iniziativa a difesa dei profughi.
L’attivista franco-canadese, che conosce cinque lingue, ha spiegato cosa significhi la vita di un profugo, che alla ricerca di protezione umanitaria, specie sulle coste del nostro Paese, trova difficilmente solidarietà e vera e propria accoglienza nei centri cui vengono dirottati. Un’odissea, insomma, spesso dall’epilogo tragico. E mentre tutto ciò accade quotidianamente, Georges Alexandre prosegue il suo viaggio dopo aver toccato Lampedusa, Malta e, in questi giorni, le coste toscane.
Georges percorre in media 20 km al giorno, e dovunque si fermi soggiorna una notte o due. Il difensore dei diritti umani, col suo “kayak per il diritto alla vita”, ha continuato il suo cammino - totalmente autofinanziato – in cui ha già potuto documentare le moltissime violazioni dei diritti umani, inviate, oltre che al Parlamento europeo, anche al Consiglio d’Europa e all’Alto commissario delle Nazioni unite. Ancora qualche settimana e Alexandre giungerà a Bruxelles.
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