Il Tirreno

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acciaio La tecnologia per salute e lavoro L’impatto ambientale dell’acciaieria sul territorio è purtroppo ancora negativo come illustrato dall’assessore all’ambiente, Marco Chiarei, sul Tirreno del...

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acciaio

La tecnologia

per salute e lavoro

L’impatto ambientale dell’acciaieria sul territorio è purtroppo ancora negativo come illustrato dall’assessore all’ambiente, Marco Chiarei, sul Tirreno del 28 agosto, dal titolo “Inquinamento: fumate rosse dall’acciaieria”.

Ci conforta l’interesse dell’assessore e siamo grati all’amministrazione comunale per l’attenzione, la vigilanza e il controllo tesi alla salvaguardia della cittadinanza. E’ evidente la gravità della situazione che stiamo vivendo. Corriamo il rischio di perdere produttività con conseguente perdita di occupazione, aggravando seriamente e definitivamente la salute nostra e dei nostri figli. Il dilemma già affrontato dalla popolazione di Taranto: “Meglio morire di cancro o di fame”, si ripresenta alla popolazione di Piombino. E’ un falso dilemma. La risposta è una sola: “E’ meglio non morire e basta”.

Dobbiamo trovare nuove idee e soluzioni peraltro già illustrate da tecnici e aziende leader delle nuove tecnologie dell’acciaio. Corex-finex, per noi parole senza senso fino a poco tempo fa, ci fanno oggi sperare in un futuro migliore per tutti (unico modo per attrarre capitali e investimenti). Anche l’esperienza della città di Taranto dovrebbe aiutarci a valorizzare al tempo stesso il lavoro e la salute. Non possiamo vivere in attesa di interventi sia legali che ministeriali che imporranno una modifica o una chiusura degli impianti, che sarebbe causa di gravi danni sia a livello finanziario che umano. Siamo di fronte a scelte che dovranno essere determinanti e coraggiose, volte al benessere comune; unico importante punto di riferimento per qualsiasi ragionamento e intenzione.

L’ ambizione di una “Acciaio valley”, non deve essere un’illusione, un’utopia. Sono fondamentali le idee e le considerazioni dei cittadini di Piombino e degli operai dell’acciaieria, che riteniamo abbiano un ruolo importantissimo - anche di ricerca, conoscenza e sviluppo - da svolgere: uscire fisicamente e idealmente dai confini della fabbrica e cercare alleanze nel territorio sul terreno comune del diritto alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, che non sono sicuramente meno importanti del diritto al lavoro. Questi diritti, fanno parte del diritto più grande di tutti; il diritto alla vita. Anche l’attenzione del PD su questi temi, dovrà essere vigile, accurata e approfondita soprattutto proponendo idee; facendo quindi scelte impostate non solo sul presente, ma soprattutto sul futuro.

Gianni Giuliani

Cinzia Nesti

Lorenzo Cillario

traghetti

Cartelli per avvisare

delle onde anomale

Credo che tutti I diportisti abbiano potuto costatare come il canale di Piombino sia oggetto di un piccolo tsunami creato dai traghetti che lo solcano per portare i turisti da e per l’Elba.

Alle onde dei traghetti e aliscafi si sono aggiunte quelle della nave gialla e sono queste ultime che tengono banco. Tutti i diportisti con cui ho parlato hanno avuto da ridire: la nave gialla è proprio una rottura! Per ora solo il comandante Martino Rendina sembra non essersi accorto che le onde sono un po’ troppo fuori dall'ordinario. Forse non crede che sarebbe opportuno mettere dei cartelli che avvisino i bagnanti delle spiagge interessate di un improvviso arrivo di onde anomale? Sul litorale! Non in mezzo al mare! Tenendo anche conto che ci sono delle piccole imbarcazioni spesso pilotate da persone poco esperte. I traghetti impiegano circa un’ora tra Piombino e Portoferraio viaggiando mediamente a 16 nodi. Considerando che la nave gialla viaggia a a 30 nodi si deduce che si impiegano 40 minuti anzichè 60. Non mi pare che possa valerne la pena creare l’onda anomala e la scia schiumosa. Senza contare che per imprimere quella velocità indubbiamente dovrà essere impiegato un maggior quantitativo di carburante. Nel Canale di Piombino questo agosto sono state avvistate contemporaneamente sette unità tra traghetti e aliscafi e allora non so spiegarmi perchè all’Elba si lamentano per la stagione turistica. Credo che chi si debbano lamentare invece i piombinesi che vedono l'unica via d'accesso all'area portuale regolarmente intasata nei fatidici giorni di luglio e agosto col risultato che da Montegemoli a Piombino si mpiega un’ora.

Signor sindaco ma tutto questo traffico per l’Elba e viceversa, che a Piombino non porta nessun beneficio, come si riflette nella partecipazione alle spese per il rifacimento del manto stradale? Cioè noi piombinesi sopportiamo le conseguenze del traffico per l’Elba e i turisti quando arrivano sull’isola pagano ai Comuni elbani la tassa di soggiorno? Ma per il transito chi la paga?

Bruno Laguzzi

in ricordo

Don Sebastiano,

uomo della speranza

Il 31 agosto del 2003, dieci anni fa, don Sebastiano Leone ci ha lasciati. Ci ha lasciati è un modo di dire per molti di noi. Noi chi?! Tutti coloro che hanno avuto la fortuna, il più delle volte la Provvidenza ha fatto la sua parte, di incontrarlo e di fare percorsi insieme. A differenza del caso e del destino, la Provvidenza apre sempre a possibilità inedite. Sebastiano “non” era un uomo speciale. Figlio di un dio minore, aveva trovato in Gesù non una risposta, ma un esempio.

Questo è ciò che ci ha insegnato da “maestro”. Questo è ciò che manca di più in un mondo, in una Chiesa in cui gli esempi non sono certo edificanti. Nel senso che edificano un mondo di morti in spirito, senso della vita, speranza. Sebastiano leale e innamorato della Fede, in tutti quelli che ha incontrato, cercato, ha sempre rispettato le risposte personali che ognuno si provava a dare.

La vita del Seba è sempre stata: un “andare verso...”, un continuo cammino fatto di passaggi e passaggi, di cadute e contraddizioni, ma sempre verso l’altro. La sua sofferenza fisica, non è stata sublimazione della sofferenza del suo credo, ne rifiuto dei “limiti” del corpo. E’ stata “accettazione” e “tenace lotta”, con la “speranza” di continuare a portare avanti progetti, incontri, relazioni, futuri possibili, senza avere la misura del tempo.

Il 2003 è stato l’anno dei movimenti per la “Pace” e per un altro mondo possibile. Sebastiano sulla sua carrozzina era con noi, fino all’estremo dove il suo fisico molto provato riusciva a portarlo. Noi ci siamo ancora su quella “lunghezza d'onda”, sollecitati anche dal suo insegnamento. Un giorno sul tergicristallo dell'auto trovai un biglietto che conservo, ben in vista: “Ciao fratellone...Sebastiano”. Questo, oggi non mi basta, ma anche mi avanza!

Eraldo Ridi

PIOMBINO

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