Sicurezza
Il ministro Orlando conferma «Piombino la scelta giusta»
PIOMBINO. Fabbrica e Concordia. Due Temi locali in mezzo ad una discussione ampia e generale, che ha toccato più ambiti: dalla riflessione sul partito alle prossime mosse del governo, dall’impegno...
PIOMBINO. Fabbrica e Concordia. Due Temi locali in mezzo ad una discussione ampia e generale, che ha toccato più ambiti: dalla riflessione sul partito alle prossime mosse del governo, dall’impegno nel ruolo alle nuove e vecchie tasse. Nell’incontro di martedì sera alla Festa del Pd, al parco 8 Marzo, con il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, intervistato dal direttore del Tirreno, Roberto Bernabò, non sono mancati i riferimenti alla situazione locale.
Orlando è entrato nel merito della crisi siderurgica piombinese, argomento sul quale il commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, aveva gettato un’ulteriore ombra di preoccupazione. «Credo sia sbagliato affrontare la discussione limitandoci a parlare di Piombino – ha sostenuto Orlando – La questione è l’intero settore dell’acciaio. Può una nazione come la nostra, denso di ambizioni di crescita, farne a meno? Non credo proprio. Non dobbiamo porci il problema solo perché Piombino chiude, ma perché l’Italia non può restare senza l’acciaio. È un tema sul quale misurarsi, ragionando sulle eventuali sinergie, prima che altri Paesi cerchino di accaparrarsi i nostri punti di forza strategici».
Stimolato poi da Bernabò sulle concrete possibilità che il governo si doti in breve tempo una seria politica industriale: «Non pensiamo al governo come ad un luogo dove si ha a che fare solo con una montagna di fogli polverosi. È un posto dove si fa battaglia sui temi importanti e dovremo lavorare per questo. Non solo per Piombino ma per l’Italia, perché se chiude la vostra fabbrica è un lutto nell’intero mondo industriale».
Orlando è stato chiaro anche sulla Concordia. «La mia posizione è semplice – ha detto – se Piombino costruisce le condizioni minime, ovvero il pescaggio per accogliere la nave, la soluzione migliore è che la nave venga qui. Per due motivi: perché porto più vicino, quindi in grado di rendere il trasporto il meno rischioso, sia perché si incrocia con un’idea di riqualificazione portuale». Quando sarà il d-day? «Dal 6 al 20 settembre ogni giorno può essere quello buono per la rotazione».
Orlando ha toccato temi come quello nella lotta contro il consumo del suolo e della difesa della service tax, arrivata con ’abolizione dell’Imu. «Qui si potrà giocare una vera battaglia – ha detto – attraverso l’articolazione più giusta della tassa, legata sia al reddito che all’ erogazione del servizio».
Una riflessione poi è andata sul ruolo del Pd: «In un momento critico come quello che stiamo vivendo dobbiamo riappropriarci di un confronto a livello sociale».
Francesca Lenzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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