Il dolore
Concordia, appuntamento a giugno
A fine mese l’assegnazione dei lavori in porto: sette mesi per far attraccare in sicurezza la nave alla nuova banchina
PIOMBINO. Da domani, secondo quanto affermato alla Festa Democratica di Piombino dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, tutti i giorni sono buoni per l’inizio delle operazioni di raddrizzamento della Costa Concordia. Per Piombino la corsa contro il tempo è iniziata il 14 agosto, con l’invio da parte della commissario dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri della lettera di invito alle 15 imprese selezionate per partecipare alla gara dei lavori da eseguire nel porto.
47 giorni di tempo, considerata la festività di Ferragosto, per presentare il progetto e l’offerta economica per la realizzazione del molo e per il dragaggio dei fondali a meno 20 metri, in modo da consentire alla Concordia in semi galleggiamento di entrare in porto. È questa la condizione minima essenziale per non mancare l’appuntamento, mentre Palermo insiste per aggiudicarsi lo smantellamento del relitto.
«Una volta ricevute le offerte – precisa Guerrieri – saranno necessari almeno 10 giorni alla commissione giudicatrice per scegliere l’offerta migliore». Sette mesi, 210 giorni lavorativi, è il tempo concesso all’impresa vincitrice per realizzare la prima parte dei lavori. A conti fatti, dunque, i lavori potrebbero essere finiti a maggio-giugno, il periodo in cui realisticamente la Costa Concordia sarebbe in condizioni, alla velocità di 1-1,5 miglia all’ora, di essere rimorchiata nel porto di Piombino.
La prima fase dei lavori dovrebbe consentire dunque alla Costa Concordia di entrare in porto utilizzando il nuovo canale di accesso e ormeggiare in banchina in condizioni di sicurezza. Per il resto dei lavori, compreso il piazzale che dovrebbe ospitare il cantiere, il bacino e il completamento della viabilità, l’Ap prevede altri 5 mesi di lavori. Nel frattempo lo smantellamento del relitto potrebbe iniziare dalle parti alte dello scafo.
All’Autorità portuale prevale l’ottimismo della volontà. «Stiamo facendo tutto quello che dobbiamo fare – dice Guerrieri – Ministero dell’Ambiente e commissione Lavori pubblici hanno da tempo in mano lo studio di fattibilità e i risultati della caratterizzazione dei materiali dei fondali. Al ministro dell’Ambiente, durante la sua visita a Piombino, ho chiesto una corsia preferenziale per quanto riguarda le procedure di autorizzazione».
I risultati dei carotaggi effettuati in porto sono stati forniti anche alle ditte selezionate per partecipare alla gara. Ci sono materiali pericolosi nei fanghi d’escavo? Guerrieri garantisce di no. «Solo in due maglie (100 metri per 100 in cui è suddivisa la rete del campo ricerche; ndr) è stata riscontrata la presenza di arsenico. Ma si tratta di sedimenti non pericolosi che possono andare nelle vasche di colmata. Il canale d’accesso che dobbiamo realizzare è fuori dall’area portuale, e per fortuna non particolarmente inquinato».
Accertamenti preliminari che l’Ap ha compiuto in questi mesi e che faranno risparmiare molto tempo all’impresa che effettuerà il dragaggio. «Per il momento non è stato necessario ricorrere ai poteri straordinari concessi al commissario per le opere Enrico Rossi – precisa Guerrieri – ma non è detto che questo non si renda in seguito necessario».
Sulle pretese di altri porti Guerrieri è lapidario. «Il governo ha scelto Piombino, non solo per le garanzie di sicurezza durante il trasferimento della nave, ma perché qui c’è un progetto complessivo che coinvolge, insieme allo sviluppo del porto, la siderurgia».
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