Attenzione
Viaggio nelle ex miniere dell’isola che non c’è più
Non solo spiagge: sul versante occidentale ecco un’altra Elba tutta da riscoprire Un giro sul trenino tra cave dismesse, panorami mozzafiato e cacce al tesoro
RIO MARINA. L'Elba non è soltanto sole e mare. La parte orientale dell'isola, le cui spiagge sono meno conosciute di quelle del versante occidentale, offre agli ospiti un turismo alternativo e di qualità. Quello minerario: non è di massa, ma è altrettanto affascinante. Grazie all'attività del Parco minerario dell'isola d'Elba è possibile visitare ciò che fra il 1880 e gli anni Settanta fu uno fra i più fervidi centri estrattivi d'Italia.
Imperdibile il viaggio fra i cantieri in disuso delle vecchie cave. Per arrivarci bisogna salire a bordo di un trenino su gomma ripercorrendo i sentieri sterrati, dai panorami mozzafiato, un tempo battuti dai minatori. Lo stesso tragitto che all'epoca serviva per trasportare le pietre fino al vecchio porticciolo, da dove poi avrebbero preso il largo nelle stive delle navi. L'appuntamento è sul lungomare di Rio Marina. Ogni ora e mezza parte un trenino da una cinquantina di posti diretto alle vecchie miniere. Scegliamo quello delle 15. Ci si stringe. A bordo ci sono cinquantuno persone, molti bambini. Il costo dell'intera visita è di 12 euro a persona e comprende anche l'ingresso al museo. Si respira la voglia di provare qualcosa di nuovo, qualcosa che esuli dalla normale vacanza elbana, solitamente scandita da una tappa mare a Marciana Marina o Porto Azzurro o in altri panoramici a Poggio, Marciana, San Piero o Capoliveri.
Il viaggio è lento e l'andatura consente di scattare delle foto ai bellissimi panorami che si aprono lungo il sentiero. Già arrivati al primo cantiere, quello di Vigneria, la vista è mozzafiato. Rio Marina, gli isolotti di Cerboli e Palmaiola, Piombino e la costa toscana. E’ ciò che si vede nelle giornate prive di foschia, quando il cielo azzurro e la buona visibilità assicurano un bellissimo spettacolo. Nel frattempo la voce guida del mezzo illustra i luoghi che si attraversano. Durante il percorso si possono riconoscere i vecchi vagoni merci dei trenini e le cave un tempo sfruttate dai minatori. Dopo circa un quarto d'ora eccoci al cantiere di Valle Giove. L'ex area estrattiva si trova vicino a un enorme impianto fotovoltaico di prossima inaugurazione, costruito sempre all'interno del compendio minerario. Marco, l'autista del trenino, ci consegna sacchetti e martelli. Ora si può scavare per cercare piriti ed ematiti, i minerali tipici di Rio Marina. La caccia al tesoro dà i suoi frutti. Anche perché qualche giorno prima alcuni geologi hanno staccato un'intera parete rocciosa senza riuscire a fare scavi approfonditi per verificare la presenza di cristalli. Così abbiamo più possibilità di tornare a casa con qualche pietra da collezione, visto che il raccolto della cava diventa proprietà di chi lo ha trovato.
Dopo mezz'ora il trenino riparte. Si ritorna sul lungomare per visitare il museo. All'interno delle teche sono esposti sia i minerali tipici dell'Elba orientale che quelli del versante orientale, come l'elbaite di San Piero. Cartelli e mezzi meccanici dell'epoca fanno sfoggio all'interno della struttura, disposta su due piani nel centro di Rio Marina. In meno di due ore la visita è completata. Per chi si reca all'Elba per almeno una settimana e non vuole stare sette giorni su sette in spiaggia a prendere il sole, quella di Rio Marina è senz'altro un'esperienza da non perdere. Poco conosciuta, ma sicuramente non di bassa qualità.
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