Il Tirreno

Energia dal sole, l’Asiu trova un partner

di Giorgio Pasquinucci
Energia dal sole, l’Asiu trova un partner

Il Gruppo Terrae interessato al progetto della centrale a biomasse e al primo modulo del solare termodinamico

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Realizzare sui terreni della Lucchini da bonificare un impianto solare termodinamico, a cui affiancare nei periodi di impossibilità di funzionamento una centrale a biomasse, è un progetto ambizioso a cui l'Asiu sta lavorando da tempo. Sembrava così perfetto sulla carta da far pensare ad un sogno impossibile.

Eppure ora il presidente Fulvio Murzi ha in mano una manifestazione di interesse di una primaria azienda nazionale, la Terrae spa, una società fondata nel 2009 con lo scopo di integrare il reddito dell'agricoltura con quello della produzione energetica, per la realizzazione della centrale a biomasse e il finanziamento del primo modulo del solare termodinamico.

La maggioranza del capitale del Gruppo Terrae è detenuta al 41% dalla Associazione italiana bieticoltori. Enel Green power partecipa col 15%. Gli altri soci sono l'Allegro srl (Fondo Chronos) con un altro 15%, la Compagnia italiana energia (Gruppo Gavio) con 5%, l'Argo spa col 3%, la Confagri consult con il 2,69%. Il 18% delle azioni proprie sono ancora da collocare.

Ma come è nato e in cosa consiste il progetto dell'Asiu? «L'idea c'è venuta – spiega Murzi – mentre stavamo studiando il progetto della nuova discarica. L'impianto che intendiamo realizzare prevede infatti di sfruttare il biogas prodotto a fini energetici durante il funzionamento della discarica e non post mortem come avviene negli impianti tradizionali».

Fare energia dunque. L'Asiu, che ha dietro le spalle del nuovo impianto per produzione del Conglomix decine di ettari utilizzati come discarica dalla Lucchini, ha pensato di unire il tema della bonifiche a quello del riuso dei terreni. Varie le ipotesi passate al vaglio, dalla realizzazione di un parco eolico al fotovoltaico tradizionale, fino a che l'opzione non è caduta sul solare termodinamico, sperimentato in Sicilia con il progetto Archimede dal premio Nobel Carlo Rubbia.«È iniziato a questo punto – spiega Murzi – il nostro rapporto con l'Enea, al quale abbiamo affidato il compito di studiare un progetto di fattibilità. L'ipotesi che c’ è stata prospettata è quella di un impianto da 30-50 Mw, più o meno la potenza che attualmente viene sfruttata nella centrale dell'Enel di Tor del Sale».

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