Il Tirreno

Un nababbo sulle orme di Napoleone

di Alessandro De Gregorio
Un nababbo sulle orme di Napoleone

Lo sceicco Mansour Al Nahyan, proprietario del Manchester City, all’Elba a bordo del megayacht Topaz

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PORTOFERRAIO. Mentre se la godeva in Sardegna gli hanno parlato dell'Elba. Soprattutto gli hanno raccontato di Napoleone e dei suoi dieci mesi di esilio sull'isola. E lui ha voluto vedere quei luoghi vissuti e segnati dall'ex imperatore. Così Mansour bin Zayd Al Nahyan, sceicco di Abu Dhabi (uno degli uomini più ricchi del mondo, conosciuto anche alle cronache sportive per essere il proprietario del Manchester City), ha ordinato al suo comandante di condurre quel popo’ di panfilo nell'Arcipelago toscano e di far rotta verso Portoferraio.

Il Topaz, un hotel extralusso galleggiante, è giunto in rada ieri verso le 10. Il comandante in seconda della capitaneria di porto, Alessio Loffredo, vi è salito a bordo insieme ai rappresentanti della dogana e dell’agenzia marittima Assoshipping. Ha salutato il comandante inglese e l’equipaggio, ha controllato documenti e certificati, una breve visita solo in plancia e via.

Il panfilo è rimasto tutto il giorno lì, davanti al golfo di Bagnaia, a trecento metri dalla costa come impone il decreto Clini emanato dopo l’inchino distrastroso della Concordia.

Mansour Al Nahyan, 43 anni, è uno dei figli dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan e fratellastro del principe regnante e presidente dei sette stati degli Emirati arabi (lo sceicco Kalifa bi Zayed Al Nahyan). Per elencare le sue cariche bisogna andare in apnea: vice primo ministro di Abu Dhabi, presidente della First Gulf bank, vicepresidente del comitato dei ministri delle finanze e dello sviluppo economico, presidente della Compagnia internazione degli investimenti petroliferi, del dipartimento giudiziario, del consiglio di amministrazione dell'Autorità Abu Dhabi, della Fondazione Emirates, della Fondazione Khalifa. E ancora: presidente della tv satellitare Al Jazira, socio della Barclays bank, presidente del Manchester City.

Due mogli e tre figli, un patrimonio sconfinato, Mansour è anche un grande appassionato di cavalli, di calcio e di storia. E in particolare di storia dei grandi leader. Come Napoleone, insomma, che lui considera un suo pari. Fino a ieri stava trascorrendo le vacanze in Sardegna con la famiglia e una decina di dignitari (e settanta persone di equipaggio, oltre la metà delle quali dedicata alle necessità e ai capricci degli ospiti).

Napoleone lo ha incuriosito. E allora lo sceicco è venuto a poggiare i piedi sulle orme lasciate dal Bonaparte.

Così, sbarcato sull'isola alle 16, blindato dalla sorveglianza, si è fatto accompagnare alla Villa dei Mulini, al museo napoleonico, alle miniere di Rio Marina. E anche in giro tra le località più suggestive dell'isola. Poi, cena in un ristorante top secret e in nottata è ripartito sul Topaz. Il Topaz: un gingillino da 400 milioni di euro, uno degli yacht più grandi e lussuosi del mondo. Costruito in acciaio e alluminio nei cantieri tedeschi Lurssen di Amburgo, al momento del varo è stato inserito nella Top 5 dei megayacht grazie ai suoi 147 metri di lunghezza, ai 27 di larghezza, a tecnologie pazzesche e accessori da mille e una notte. Ha otto cabine dotate di tutti i comfort, due palestre, sauna, due piscine, una pista di atterraggio per elicotteri, due campi da tennis, una sala per l'orchestra, cinema, discoteca, tre sale operatorie attrezzatissime e un centro medico composto da quattro medici specialisti e dieci infermieri), due centri iperbarici, una cellula sottomarina di sopravvivenza per 12 persone, salone ristorante, sala convegni. Ed è dotato di misure difensive antimissile e antisommossa. Insomma, non proprio un gozzo...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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