Sicurezza
Bondi: «Sinergie con l’Ilva solo se il mercato riprende»
Il commissario di Taranto esclude integrazioni verticali con la Lucchini. I sindacati insistono: il governo deve trovare una soluzione per l’Afo
«Nessuna integrazione verticale tra l’Ilva di Taranto e la Lucchini di Piombino, ma solo temporanea e se il mercato riparte. In questo caso si può pensare a Piombino in funzione di supporto a Taranto». Il commissario dell’Ilva Enrico Bondi ha chiarito così, durante un incontro coi sindacati nazionali, i limiti delle eventuali sinergie, su cui i sindacati locali continuano a puntare per evitare la chiusura dell’altoforno a novembre.
Il percorso sembra dunque assai più difficile di quanto appariva sulla carta, mentre i tempi per salvare, almeno fino a che non entreranno in campo altri progetti, il cuore del centro siderurgico piombinese si stano drammaticamente restringendo.
La fermata, senza prospettive certe di una ripresa, era prevista per settembre. Durante la sua visita a Piombino, il ministro dello Sviluppo economico Zanonato aveva chiesto al commissario Nardi di rimandare lo spegnimento a dicembre, in attesta di verificare, appunto, la possibilità di realizzare sinergia con l’Ilva. Il commissario ha abbreviato i tempi utili per la ricerca di una soluzione programmando la fermata a settembre. Quella che ieri ha dato Bondi è la prima risposta che arriva sul fronte della concretezza industriale.
«Le sinergie – commenta il segretario della Fiom Luciano Gabrielli, non possono essere legate solo al mercato, bensì alla volontà politica dei salvare Piombino. Tutti ora sanno cosa deve essere fatto e si assumeranno la responsabilità di quello che può succedere. La chiusura dell’altoforno aprirebbe un dramma sociale di enormi proporzioni».
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