Proteste
Tintarella, i modi per non perderla
Vacanze finite o quasi, comincia al contrario a crescere la malinconia, non soltanto per il ritorno al lavoro oppure alla scuola, ma anche per l’inesorabile addio a quella tintarella cui tenevate...
Vacanze finite o quasi, comincia al contrario a crescere la malinconia, non soltanto per il ritorno al lavoro oppure alla scuola, ma anche per l’inesorabile addio a quella tintarella cui tenevate molto. Vederla svanire, giorno dopo giorno, guardandosi allo specchio genera un senso di tristezza. Un modo per mantenerla un po’ più a lungo c’è, non è difficile, basta non illudersi più di tanto e lo spieghiamo subito. «L’importante – sostiene Giovanni Bagnoni, direttore della Unità Operativa di Dermatologia all’Ospedale di Livorno – è non credere di poterla tenere tutto l’anno, magari con l’aiuto delle lampade. La tintarella costituisce, infatti, un meccanismo difensivo contro i raggi ultravioletti». Terminata però l’esposizione, la pelle rallenta la produzione di melanina, la sostanza che la rende scura, fino a bloccarla. Si perde inoltre elasticità, compaiono secchezza ed accentuazione delle rughe. Cresce quindi lo stress della pelle, calano le difese immunitarie e la cute invecchia prima. Aumenta, in ogni modo, anche il rischio potenziale di tumori. «Qualcosa, comunque, aggiunge Bagnoni, si può fare. Ricorrere, ad esempio, ad olii emollienti da spalmare sulla superficie del corpo, assumendo al contempo multivitaminici ed antiossidanti, seguendo un’ alimentazione particolarmente ricca di frutta e verdura». «Per quanto riguarda invece l’igiene personale – sono sempre sue parole – è bene preferire la doccia al bagno, perché il contatto prolungato con l’acqua favorisce la desquamazione. Meglio inoltre l’acqua tiepida, evitando quella calda che fa aumentare il ricambio cutaneo. Diluite però nella giusta misura il detergente. Asciugate, inoltre, la pelle tamponandola, senza cioè sfregare, preferendo usare la spugna di cotone o lino». «Utilizzate infine uno scrub (spazzola) delicato, per rimuovere le cellule superficiali – così conclude Bagnoni - e restituire così luminosità al colore». (gub)
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