Finanza
«Fusione, referendum per la democrazia»
VENTURINA. «Massimo Zucconi va in soccorso al professor Rossano Pazzagli difendendo il suo intervento “pacato” al contrario di ben quattro reazioni, la mia compresa, “scomposte”. Ho riletto i pezzi...
VENTURINA. «Massimo Zucconi va in soccorso al professor Rossano Pazzagli difendendo il suo intervento “pacato” al contrario di ben quattro reazioni, la mia compresa, “scomposte”. Ho riletto i pezzi incriminati e, ad eccezione di qualche termine sopra le righe ma ironico, di Enzo Raspolli, non mi pare proprio di aver notato “scompostezza”».
Ccosì si esprime, intervenendo nel dibattito sulla fusione tra Campiglia e Suvereto, l’assessore alla cultura Gianfranco Benedettini: «Se, poi, penso alle parole dette in questi anni da Zucconi – sostiene Benedettini –, mi vien da trasalire. Ha accusato la maggioranza di tutto e di più con termini che, usati nei suoi confronti, ci sarebbe scappata una querela».
«Tolgo dall’intervento “composto” del professore – prosegue l’assessore alla cultura – alcune parole. “Visione miope” la proposta della fusione; “annessione più che fusione”; Suvereto “declassata a frazione”; e le perle su Venturina ove si è verificata una “urbanizzazione spinta” (consistente in diecimila abitanti!) oppure “economia speculativa” che non si riesce a vedere e frutto di chiacchiere senza sostanza».
Parole queste che secondo Benedettini «non possono certo far piacere a chi amministra questo territorio da anni o da mesi nella consapevolezza che proprio Campiglia paga molto, anche a Suvereto, in termini della cosiddetta qualità della vita che là si avrebbe e qui no. La fusione sarebbe “una proposta calata dall’alto e irresponsabile” comprendendo pure le maggioranze comunali e il consiglio regionale che ha indetto il referendum. Ancora, mentre i piccoli Comuni cioè Suvereto “costano poco e sono vicini ai cittadini”, “quelli più grandi” cioè Campiglia (13.000 abitanti, quanto è grande?) è ”più costoso e meno trasparente”».
«Considerazioni – sostiene l’assessore – che, rivolte a chi le fa, sarebbero autentiche offese di lesa maestà. Massimo Zucconi e Rossano Pazzagli fanno finta di non sapere che il 6 e 7 ottobre si vota il referendum che sancirà il Sì o il No alla fusione e che i sindaci Rossana Soffritti e Giampaolo Pioli hanno semplicemente offerto una opportunità speciale ai loro cittadini che decideranno. Più trasparente e democratico di così non esiste».
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