La manifestazione
«Lucchini, c’è solo la strada Nardi»
Secondo il consigliere comunale la fine è sempre più vicina
PIOMBINO. La vicenda Lucchini si complica sempre di più con il passare del tempo e le ipotesi in campo sembrano più che altro soluzioni desiderate più che possibilità concrete». È questa l’opinione del consigliere comunale dell’Udc Luigi Coppola, secondo il quale il ministro delle attività produttive a Piombino ha aperto alcuni spiragli, «ma l’impressione è che di concreto al momento vi sia ben poco e che si stia navigando a vista».
La proposta di sinergie con Taranto deve passare dal vaglio della proprietà dell’Ilva, sostiene infatti l’esponente Udc e «se dovesse essere troppo onerosa difficilmente potrebbe realizzarsi. Oltretutto si tratta solo di un palliativo pro tempore che non risolverebbe la situazione».
Per Coppola la questione della liquidità disponibile è fondamentale per capire quali margini temporali ci siano per evitare che la Lucchini rischi di chiudere i battenti ed a quanto sembra oramai non ci sono più molte disponibilità economiche».
«Al momento – prosegue Coppola – la proposta del commissario Nardi è l’unica che potenzialmente potrebbe avere una possibilità e il fatto che faccia menzione di un forno elettrico, ubicato in un’area precisa con costi di installazione più o meno definiti, fa presupporre che vi siano manifestazioni di interesse da parte di potenziali acquirenti».
Più complessa a suo giudizio la realizzazione del Corex o Finex, «molto più onerosa, pertanto, a breve, nonostante sia una delle soluzioni più auspicabili, ci sembra che non vi sia un’adeguata percorribilità».
Coppola auspica di essere smentito dalla Siemens e da potenziali suoi partners. A suo giudizio, tuttavia la salvezza del plesso produttivo di Piombino è legata ad un filo: «Non c’è più tempo da perdere in promesse od azioni tese a prolungare un’agonia che dura da troppi tempo».
«Ringraziamo chi si sta prodigando nella ricerca di una via d’uscita, ma non siamo disponibili a firmare assegni in bianco a nessuno, sia che si tratti di un autorevole membro del governo che di un qualsiasi soggetto imprenditoriale interessato. D’altronde – afferma il consigliere – l’esperienza passata ci insegna che le soluzioni sono valide solo nel momento in cui si realizzano».
Inoltre Coppola esprime perplessità sulla stabilità dell’attuale governo e questo rende tutto più complicato.
«Auspichiamo che l’altoforno possa durare ancora a lungo – conclude – ma allo stesso tempo, se l’obbiettivo fino a 6 mesi fa era la fermata con l’ incognita della ripartenza a settembre, rimandare tutto a dicembre o a novembre. È ovvio che oramai la fine dell’impianto è sempre più vicina. Pertanto riteniamo che al di là di ciò che ciascuno preferirebbe, è oramai fondamentale capire quale sia la possibilità più concreta per evitare che si realizzi l’ipotesi più plausibile: ossia la chiusura dello stabilimento».
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