Il Tirreno

Lucchini, i sindacati spingono sul Corex

di Giorgio Pasquinucci
Lucchini, i sindacati spingono sul Corex

Tecnici della Siemens ed esperti siderurgici a Piombino il 10 settembre per illustrare il funzionamento dell’impianto

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La scadenza di novembre si sta avvicinando, con la prospettiva della fermata, che potrebbe essere quella definitiva dell’altoforno, senza che si registrino novità sul fronte delle sinergie con l’Ilva di Taranto. Da un lato c’è il commissario della Lucchini Piero Nardi che sostiene la necessità di realizzare a tappe forzate un forno elettrico, rimandano la realizzazione di un impianti tipo Corex. Dall’altra ci sono sindacati che sostengono la necessità di impedire a tutti i costi la fermata a novembre dell’altoforno o realizzando sinergie temporanee con Taranto o con nuovi finanziamenti.

«L’altoforno con deve chiudere – sostiene il segretario della Fim Fausto Fagioli – fino a che non c’è un’alternativa». Una posizione su cui sono schierati anche il segretario della Fiom Luciano Gabrielli e quello della Uilm Fabrizio Toninelli. I sindacati puntano infatti a conservare il massimo dell’occupazione e produzioni di qualità sostituendo l’altoforno con un impianto Corex o Finex, che consentirebbe (esclusa la cokeria) di mantenere l’area a caldo e le produzioni di acciaio di qualità per rotaie e vergella. E per questo hanno organizzato un incontro con dirigenti e tecnici della Siemens Vai, che detiene il brevetto dell’impianti, realizzati in Cina per la Baosteel e in Corea del Sud per la Posco, che si svolgerà il 10 settembre nella sala del consiglio comunale.

La Siemens, secondo quanto ha dichiarato nel suo programma il commissario Nardi, si sarebbe dichiarata disponibile, in un quadro di disponibilità di finanziamenti europei, a ricercare partner siderurgici per realizzare a Piombino un impianto Corex. Tempi lunghi, tuttavia, che spingono Nardi. Per consentire alla Lucchini di conservare posizioni sul mercato anche dopo la chiusura dell’altoforno, a mettere in piedi fin da ottobre le procedure per la costruzione di un forno elettrico da circa 900mila tonnellate.

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