Toscana
Si schianta sull’A12, muore a 49 anni
Incidente tra Rosignano e Colle: la vittima è un sanvincenzino, forse colto da un malore o da un colpo di sonno
LIVORNO. Il cellulare squilla a vuoto a bordo della Punto distrutta. Ma nessuno risponde. Alessandro, 49 anni, giace ormai privo di vita mentre i soccorritori tentano disperatamente e inutilmente di rianimarlo. Per lui non c’è niente da fare. E al telefonino, dopo una lunga insistenza, è costretto a rispondere un agente della polizia stradale. Quella chiamata è indirizzata ad Alessandro Federighi, 49 anni, nato a Campiglia e residente a San Vincenzo. La sua vita ieri sera s’è spezzata sull’A12, , tra Rosignano e Collesalvetti. Un incidente mortale in cui il 49enne ha fatto tutto da sè. Forse per un malore o per un colpo di sonno.
Sono circa le 20.10 quando arriva una telefonata di emergenza alla polizia. «Ho visto un'auto che volava nella corsia opposta, una scena paurosa». A parlare è un automobilista, di passaggio sull’A12, che nella corsia che procede verso nord nota una vettura roteare nell’aria. A quel punto dà subito l'allarme alla polizia. Quell’immagine non lascia spazio a interpretazione: a bordo del mezzo, di colore grigio, viaggia Federighi, diretto verso Colle. Per lui non c’è niente da fare: lo schianto è fatale e il conducente muore sul colpo.
Il 49enne è in viaggio da solo sulla Punto grigia intestata a un'altra persona. A un tratto, arrivato al chilometro 187, a metà strada tra il casello di Rosignano e quello di Collesalvetti, Federighi perde il controllo della sua auto ed esce fuori strada. Il caso vuole che la Punto devii dalla sede stradale in un punto dove non c'è il guard rail. La vettura slitta per circa 100 metri per poi scavalcare il muretto dell’acquedotto: a quel punto, il mezzo fa un’impennata tremenda, monta sul muretto e vola per qualche metro per poi ricadere con una violenza fortissima sull’asfalto, di muso. È quello il momento più critico: l'auto rimbalza dritta per terra e l’impatto al suolo è durissimo.
È allora che scatta l’allarme al 118 e alla polizia stradale. Sul posto la sala operativa del numero dell’emergenza invia un’ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano con il medico a bordo. I soccorritori provano a lungo a rianimare Federighi, ma per lui non c’è niente da fare. In pochi minuti sul posto giungono gli agenti della polizia stradale, coordinati dal dirigente, Gaetano Barrella. Spetta a loro ricostruire la dinamica, fare i rilievi e gestire la viabilità.
L’autostrada, dopo lo schianto, non è mai stata chiusa perché il grosso dell’incidente è successo fuori strada, nella parte campestre, adiacente alla carreggiata nord. Gli agenti della stradale sono rimasti sul posto fino a mezzanotte per gestire la rimozione del mezzo incidentato.
In base a quanto appreso, Federighi non era sposato, ma aveva una compagna, che è stata avvisata della tragedia dalla polizia.
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