Italia
«Sbattuto sugli scogli dalle onde del Freccia gialla»
Ancora nel mirino il traghetto veloce della Corsica ferries. «Io ferito, mio figlio per fortuna solo trascinato a riva»
È venuto in redazione con un collare ortopedico e i referti in mano. Poi ha mostrato i segni delle ferite a una gamba, a una coscia, a un gluteo. «E meno male che il bimbo non si è fatto niente». Calogero Sclafani, 44 anni, è l'ultima vittima - in ordine di tempo - delle onde anomale causate dal "giallone", il traghetto veloce della Corsica ferries. Le segnalazioni ormai non si contano più, la stessa compagnia di navigazione ammette la paternità di quelle onde più vigorose delle altre. E' sulla loro pericolosità che si dividono le strade, anzi le rotte. Secondo molti bagnanti, diportisti e anche amministratori (come i sindaci elbani) quelle onde creano un vero pericolo. Secondo la compagnia, ma anche secondo la capitaneria di porto, al massimo si può parlare di disagio.
Sclafani non è molto d’accordo: «Sabato ero al mare sotto via Amendola - racconta l'uomo - stavo facendo un giro in maschera con mio figlio. A un certo punto ho alzato la testa e mi sono visto sovrastare da questa onda, secondo me era alta un paio di metri. Mi ha sbattuto sugli scogli, ho provato ad alzarmi ma ne sono arrivate altre due o tre, della stessa intensità. E sono stato sbattuto di nuovo sugli scogli. Ho pensato subito al bambino, ma per fortuna le onde lo avevano solo trascinato a riva. Così sono uscito dall'acqua e sono andato al pronto soccorso».
Nel referto si parla di distorsione al rachide cervicale e di escoriazioni multiple alle gambe e a una mano. «Denuncerò - aggiunge Sclafani - la Corica ferries
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