Gioco
Rimigliano, via ai lavori entro la fine di settembre
Il Comune ha rilasciato il permesso a costruire i primi lotti inseriti nel progetto Alle Chiusacce s’inizierà con otto ville da 220 metri quadrati ciascuna
SAN VINCENZO. Il Comune ha rilasciato il 26 agosto alla Rimigliano srl (con firma dell’attuale responsabile del procedimento, il geometra comunale Daniele Bettini, dell’area servizi per il territorio) il permesso di costruire legato al progetto di ristrutturazione e sostituzione edilizia del nucleo poderale Chiusacce e di sostituzione edilizia di parte del nucleo poderale Poggettino Contessa Lea.
Con questo permesso, i primi cantieri nella Tenuta di Rimigliano – 540 ettari circa di grande pregio paesaggistico, storico, culturale ex Della Gherardesca ed ex Parmalat – si avvicinano, tanto che i lavori potrebbero iniziare già entro la fine di settembre. Il podere Chiusacce avrebbe dovuto essere cantierato verso la metà di luglio, il ritardo è stato dovuto a pratiche burocratiche dilungatesi nel tempo.
Cosa prevede questo permesso di costruire? E’ da ricordare, intanto, che nella Tenuta sono previsti circa 60-70 appartamenti della grandezza media di 220 mq, al valore di 5mila euro circa al mq (oltre un milione, quindi, ad appartamento).
Alle Chiusacce si inizierà con la costruzione di 8 appartamenti per un totale di 1.820 mq circa, per i quali la società dovrà pagare 360mila circa di oneri di urbanizzazione. «Dopo il pagamento degli oneri di urbanizzazione – dice l’imprenditore Maurizio Berrighi – ci saranno il ritiro della concessione e i cantieri, che vorremmo far partire entro la fine di settembre. Dobbiamo poi presentare un nuovo Pamaa (Piano aziendale di miglioramento agricolo e ambientale, ndr) come deciso dalla Conferenza paritetica della Regione, per svincolare o riconfermare le volumetrie sospese per un anno e lasciate a fini agricoli».
Per quanto riguarda il podere Poggettino Contessa Lea, si prevede la demolizione di una parte del patrimonio edilizio esistente e la sua ricostruzione, col recupero di annessi non sospesi dalla Conferenza paritetica regionale. La vicenda della Tenuta di Rimigliano ha tenuto banco sulla stampa e nel dibattito politico locale e regionale per vari anni. Il progetto – che prevede anche la costruzione ex novo di un albergo di 6mila mq – è sempre stato contrastato da comitati ambientalisti e opposizioni politiche, convinte che l’operazione una mera speculazione edilizia dannosa e a vantaggio di pochi, mentre a favore del progetto si sono schierati il Comune di San Vincenzo e la maggioranza politica, principalmente del Pd, anche a livello regionale.
Il caso ha comportato ulteriori indagini e verifiche da parte della Regione, la cui Conferenza paritetica ha dato poi parere positivo, seppur con qualche variante rispetto al piano iniziale. La Rimigliano srl acquistò la Tenuta nel 2004 all’asta seguita al fallimento della Parmalat di Tanzi, precedente possessore della Tenuta stessa (il cui progetto prevedeva 30.500 mq di costruzioni con 56 ettari di suolo agricolo consumato, di cui 24 ex novo), per una cifra complessiva di circa 30 milioni di euro. «Il nostro progetto – dice Berrighi – prevede 23mila mq di costruzioni, compreso l’albergo e il nuovo centro aziendale agricolo, con un’occupazione di suolo intorno alle unità poderali inferiore agli 8 ettari”. Inizialmente era prevista la costruzione di circa 120 appartamenti di una novantina di metri quadrati l’uno, diventati poi 60-70 ma con superfici di oltre 200 mq ciascuno.
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