Gioco
Libri di testo digitali, il ministro fa slittare la decisione al 2015
Per andare a scuola con il tablet bisognerà aspettare ancora e intanto in alcuni istituti la sperimentazione continua
PIOMBINO. L’ex ministro Francesco Profumo ne aveva spostato l’avvio al settembre del 2014, ma una contromossa dell’attuale incaricata, Maria Chiara Carrozza, ne ha di nuovo posticipato i termini. Libri digitali sì, dunque, ma solo a partire dal 2015-16. Della possibilità di accantonare, almeno gradualmente, i libri cartacei e permettere agli studenti di accedere ai volumi di testo attraverso il tablet, se ne era parlato già nell’autunno scorso, ai tempi del decreto legge «Digitalia». In un primo momento, in previsione addirittura di questo anno scolastico. Secondo il provvedimento, a partire dal 2013-14 tutte le scuole superiori italiane avrebbero dovuto adottare testi di studio presenti sul mercato esclusivamente in versione digitale, o, al limite, in versione mista, testo cartaceo e contenuti digitali da scaricare da Internet tramite un codice, così come già da qualche tempo, del resto, ne circolano nelle scuole italiane. Scuole elementari e medie avrebbero dovuto accodarsi dal 2014/15. Poi, la decisione di rinviare il provvedimento di un anno, adesso rilanciato di ulteriori dodici mesi. Le motivazioni del Miur, la sensazione di una ancora scarsa digitalizzazione della scuola italiana e la volontà di evitare qualsiasi contenzioso con le case editrici, che già avevano minacciato ricorsi al Tar, temendo perdite economiche e la necessità di dover spedire al macero migliaia di copie depositate nei magazzini. L’abbattimento dei costi, in effetti, era - e tuttora resta - una delle novità più appetibili per le famiglie: dal 20 fino al 30 % in meno rispetto alla spesa attuale, ferma restando la conferma dei libri già in adozione dalle singole scuole, con nuovi tetti per la prima classe delle medie e per la prima e la terza delle superiori (gli anni, cioè, in cui, iniziando un nuovo ciclo, si provvede all’acquisto ex novo della dotazione). E poi la possibilità di avere zaini più leggeri, nonché l’adeguamento della didattica rispetto alle esigenze dei «nativi digitali», ragazzi nati pressapoco intorno al 2000 e per i quali Internet e le nuove tecnologie sono una realtà presenti nella loro vita fin dalla loro primissima formazione. E invece niente. Per andare a scuola con il tablet sarà necessario attendere ancora due anni. Eppure a questa realtà sono in tanti a crederci (almeno quanti sono i detrattori, che sostengono che la tavoletta digitale non sia uno strumento adatto per l’apprendimento). In molte scuole italiane, alcune delle quali anche nella Provincia, il tablet a uso didattico è già stato lanciato in via sperimentale con risultati ritenuti soddisfacenti, così come alcuni insegnanti guardano con molta simpatia a quelle risorse digitali che già adesso sono scaricabili dalla maggior parte dei libri adottati. Schede per l’approfondimento, contenuti extra, addirittura test e quiz per il ripasso. Non tutti li utilizzano, ma chi lo fa è certo di averne ricavato dei vantaggi. Senza contare che il Ministero aveva promesso a suo tempo la creazione di una piattaforma digitale da cui gli insegnanti avrebbero potuto scaricare dei libri per poi sceglierli con facilità. Almeno per questa non ci sarà bisogno di attendere il Miur: tutti i libri scolastici sul mercato sono già disponibili in questa versione attraverso il portale www.scuolabook.it
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