Il Tirreno

Manifestazione nazionale per difendere la fabbrica

Manifestazione nazionale per difendere la fabbrica

Sindacati e associazioni di commercianti e artigiani in piazza a settembre Chiedono che l’Afo resti in vita fino all’introduzione di nuove tecnologie

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PIOMBINO. Manifestazione nazionale a Piombino entro il mese prossimo. E, il 10 settembre, incontro in sala consiliare con esperti internazionali in nuove tecnologie siderurgiche per approfondire la fattibilità dell’ipotesi Corex in Lucchini.

Viaggia su questo doppio binario l’azione di Fim, Fiom, Uilm per tentare di salvare il salvabile.

All’indomani dell’incontro con il commissario Piero Nardi, i sindacati hanno reso noti i contenuti aggiornati del suo piano. In prima battuta, ai delegati, nel saloncino del consiglio di fabbrica. Poi, porte aperte ai vertici di Cgil, Cisl, Uil e ai rappresentanti di Cna, Confesercenti, Confcommercio. Del mondo imprenditoriale che rischia di saltare insieme al resto.

Lo spettro assume i contorni di un dramma sociale senza precedenti. E novembre è domani. Perchè la fermata dell’Afo, nel piano Nardi, è anticipata di un mese rispetto alle ultime previsioni. Non è l’unica novità. Il commissario ha parzialmente riscritto il programma presentato al ministero. All’interno, il forno elettrico resta l’ipotesi più praticabile, soprattutto se realizzata in zona convertitori. Questione di costi e di tempi inferiori rispetto alla costruzione in Padule.

Contemporaneamente, però, si delinea il progetto di un polo tecnologico: siderurgia, energia e green economy legate alla possibilità di installare un prototipo di impianto Corex. Su cui si registra, secondo i contenuti del documento, l’interesse di un gruppo impiantistico disponibile a ricercare finanziatori. Nomi non se ne fanno ma si tratterebbe di Siemens. E, in effetti, un suo dirigente sarà tra i relatori dell’incontro del 10 settembre. Hanno assicurato la presenza anche l’ex presidente Ceca, Enrico Gibellieri, e un rappresentante del Centro sviluppo materiali.

Mentre si focalizza l’attenzione sul nuovo, i sindacati non vogliono chiudere definitivamente la porta al vecchio. Continuano a chiedere tempo per l’altoforno. Fino al 2015. Perchè un conto è studiare e approdare a soluzioni diverse con tutti i lavoratori in fabbrica. Altro conto è lasciarne fuori subito almeno duemila con la chiusura dell’area fusoria. La garanzia della continuità produttiva per altri due anni, con le novità introdotte in una fabbrica in funzione: i sindacati chiedono questo. Ritengono che il governo debba dare risposte, anche attraverso un accordo politico che favorisca le sinergie con l’Ilva di Taranto.

E’ fatta di questi elementi la piattaforma su cui Fim, Fiom e Uilm, le organizzazioni confederali e delle altre categorie economiche, baseranno la manifestazione nazionale. Sciopero, corteo, interventi finali. Dal palco, saranno chiamati a parlare Camusso, Angeletti e Bonanni.

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web