Il Tirreno

I fondi del canile usati per le spese dell’Unione

di Luca Centini
I fondi del canile usati per le spese dell’Unione

Regione e Ministero battono cassa: i Comuni devono restituire 167mila euro Il commissario De Castelli: «Quei soldi furono utilizzati per esigenze di liquidità»

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PORTOFERRAIO. Il canile non è mai stato realizzato, eppure i soldi intascati dall’allora Comunità Montana per la struttura non ci sono più. I Comuni devono restituire i fondi che la Regione (135mila euro) e il Ministero della Salute (30mila euro) avevano versato, ben sette anni fa, per sostenere il mutuo e la progettazione della struttura comprensoriale.

A battere cassa, stavolta, è il commissario liquidatore dell’Unione dei Comuni Graziella De Castelli che, in data 20 agosto, ha emanato un decreto in cui vengono fissate, Comune per Comune, le somme da restituire alla Regione e al Ministero. Somme che non sono nella disponibilità immediata del commissario dell’Unione dei Comuni, in quanto quei fondi, seppur vincolati, furono utilizzati dall’Unione per coprire le spese correnti dell’ente dissolto definitivamente nel 2012. La presa d’atto, messa nero su bianco dal commissario, è destinata ad aprire una voragine e punta l’attenzione sulla gestione del bilancio e sull’utilizzo dei finanziamenti di chi, negli anni, ha presieduto l’ente ormai dissolto. Così il canile, trascinato solo pochi mesi fa nella bufera delle villette costruite a Colle delle Vacche, come compensazione per i terreni ottenuti dal Comune per realizzare la struttura comprensoriale, rischia di diventare anche un simbolo del disastro, sia istituzionale che politico, dell’Unione dei Comuni.

Il decreto. Il commissario Graziella De Castelli non fa che confermare la suddivisione delle somme da restituire alla Regione, che ha revocato con un decreto dirigenziale il finanziamento erogato nel 2006, allora a favore della Comunità montana, per sostenere il mutuo necessario a realizzare il canile comprensoriale. Un tesoretto da 135mila euro che, in realtà, non è servito, dal momento che il Comune di Capoliveri non ha mai acceso il mutuo. Ma non è solo la Regione a battere cassa. Dal decreto della De Castelli emerge infatti che, lo scorso luglio, anche il Ministero della Salute ha richiesto un resoconto sull’utilizzo dei fondi erogati. Il ministero stanziò infatti 100mila euro a fondo perduto per la progettazione del canile di cui solo 32.068 euro non sono stati utilizzati e quindi dovranno tornare indietro.

La De Castelli, infine, ha inviato ai sindaci, in allegato al decreto, tutta la documentazione su tutto l’iter progettuale che ha seguito il canile mai realizzato di Colle Reciso, un fascicolo di circa 200 pagine, sollecitando i Comuni a trovare, nel più breve tempo possibile, le soluzioni per finanziare la struttura mai realizzata.

Dove sono i soldi? La restituzione dei fondi regionali andati perduti si intreccia con la gestione dell’Unione dei Comuni ormai dissolta. E la ferita che si apre è profonda. Il commissario ha accertato come non sia possibile restituire in modo immediato i fondi alla Regione e al Ministero: lo ha capito dopo aver perfezionato la ricognizione sulla massa passiva e attiva delle risorse ereditate dall’ex Unione. E i soldi finanziati dagli enti per sostenere la realizzazione del canile non sono più al loro posto. «Gli oneri da restituire ai competenti enti non sono disponibili in termini di effettive risorse finanziarie – si legge nel decreto della De Castelli – in quanto le stesse, avendo vincolo di specifica destinazione, sono state interamente impiegate per far fronte alle temporanee esigenze di liquidità. E non più ricostituite». Insomma, le voci che si rincorrevano da mesi (anche se il Comune di Portoferraio aveva avanzato dubbi sulla gestione del bilancio dell’Unione già nell’ambito del ricorso al Tar contro il piano di estinzione dell’ente), sono messe nero su bianco nel decreto del commissario. E mentre i Comuni valutano il da farsi (considerando di segnalare alla magistratura competente la vicenda) il lavoro del commissario va avanti. A settembre dovrebbe essere conclusa la ricostruzione dei flussi di cassa dell’Unione dal 2001 ad oggi. Una volta completate le verifiche si capirà se la vicenda avrà ulteriori conseguenze e se gli organi competenti procederanno alla ricerca delle responsabilità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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