Il Tirreno

LETTERE

CAPOLIVERI Salvato dalla morte a Villamarina Nel marzo 2013, dopo un breve periodo di malessere, fui ricoverato nel nosocomio elbano, dove, dopo ben due interventi che non ebbero esito sperato, fui...

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CAPOLIVERI

Salvato dalla morte

a Villamarina

Nel marzo 2013, dopo un breve periodo di malessere, fui ricoverato nel nosocomio elbano, dove, dopo ben due interventi che non ebbero esito sperato, fui inviato d’urgenza in elicottero perché il trasporto via mare avrebbe decretato quasi sicuramente la mia morte verso l’ospedale di Villa Marina a Piombino. Il tormento e il dramma di quei giorni più che da me che in quei momenti riuscivo a fatica a capire se ero ancora vivo può essere raccontato da mia moglie, dai suoi più diretti familiari, dai miei amici che con il cuore stretto dall’angoscia aspettavano da un momento all’altro l’annuncio della mia morte. Giunto all’ospedale di Piombino, fui trasportato d’urgenza in sala operatoria e lì, dopo diverse ore d’intervento, e grazie alla perizia del dottor Guido Cecchini dell’equipe del primario Massimo Campana e del suo staff e devo aggiungere grazie anche alla loro ferrea determinazione, sono uscito dalla sala operatoria con il grande dono che mi avevano fatto: mi avevano ridato la vita. Da allora, ogni mattina quando mi alzo dal letto, mi vedo parzialmente autosufficiente, esco in piazza e passo del tempo con i miei amici, non posso fare a meno di rivolgere il mio pensiero a queste persone che, grazie alle loro capacità professionali, all’attaccamento al loro lavoro, mi hanno trattato come se fossi stato un loro fratello. Rivolgo quindi i miei più sentiti ringraziamenti al dottor Massimo Campana, Al dottor Guido Cecchini e a tutto il personale medico e paramedico del reparto di chirurgia, rianimazione e terapia intensiva dell’ospedale di Piombino. Spesso, per situazioni gravi come la mia, ci rivolgiamo a centri molto lontani dalle nostre abitazioni, creando anche un grave disagio ai nostri familiari, mentre sovente, vicino a noi, ci sono delle eccellenze che operano nell’ombra, senza pubblicizzarsi, ma svolgendo quotidianamente il loro lavoro con competenza, serietà e partecipazione. A tutte queste persone, mia moglie e io diciamo grazie, un grazie di cuore per averci consentito di poter continuare la vita di sempre.

Lorenzo Grieco

(Capoliveri)

PROCCHIO

La polizia municipale

è inadempiente

Che la gestione associata della polizia municipale dell’Elba Ovest avesse riscontrato numerose criticità durante le prime attività rese in regime di sodalizio era già evidente ai più, ma che detto servizio potesse risultare esponenzialmente peggiore del precedente sia per qualità che per quantità del servizio reso ai territori di riferimento è stato per molti una vera sorpresa. Per chi come lo scrivente si occupa da quasi trent’anni (ahimè) di sicurezza determinati indici e precisi indicatori di un fenomeno statisticamente latente per un probabile futuro infortunio stradale non possono essere lasciati senza seguito ed anche per questa ragione ho pensato di rendere pubblica questa mia denuncia affinché chi di dovere possa intervenire e prevenire danni ancora maggiori di quelli fin ora perpetuati al servizio in oggetto. E’ consapevolezza estremamente diffusa tra i residenti e non, che detto servizio non attua compiutamente gli obblighi d’Istituto, esercitando quasi esclusivamente un’attività repressoria e vessatoria su determinate zone per la sosta di autoveicoli tralasciando quasi totalmente altri servizi altrimenti importanti . E’ altresì nota e motivo di ilarità presso i numerosi bar la non presenza alla “famigerata” curva di Procchio, dove sistematicamente vi è un parcheggio selvaggio di automezzi posti a nord e sud della medesima, con il frequente non presidio di alcuno; cosa che recentemente ha contribuito al realizzarsi dell’ennesimo incidente stradale.

E’ cronaca dei giorni scorsi la mancata “scorta” della ad un corteo funebre a Poggio che per la sola prontezza di riflessi di qualcuno non ha portato ad altri “cortei funebri”. E’ stata paradossale (ma è anche paradigmatica) la presenza in forze all’evento musicale di fine luglio sulla spiaggia di Procchio, dove l’estrema intensità sonora si è protratta oltre le 3,00 seppellendo di telefonate il centralino dei carabinieri per i disturbi arrecati.

Per queste ragioni ho investito le autorità giudiziarie per esporre questi fatti ed altri collaterali, affinché a tutto questo si ponga fine e si possa ritornare ad un “servizio” vero e proprio alla cittadinanza, che paga il servizio stesso.

Michele Mazzarri

(Procchio)

PORTOFERRAIO

Grazie

all’ospedale

La famiglia Medici ringrazia il reparto di oncologia, l’ospedale di comunità, l’infermiere Paolo Paolini e i ragazzi dell’Adi, oltre che il dottor Donigaglia e la dottoressa Luigina per la loro umanità, sensibilità e per le cure prestate alla signora Maria Laura Medici.

La famiglia Medici

(Porto Azzurro)

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