Gioco
Muore gatto investito, animalisti contro il veterinario della Asl
Pronto un esposto da parte dell’Enpa. Ed è polemica per l’assenza del servizio di pronto soccorso per gli animali
CAPOLIVERI. «La perdita di tempo è stata mia». Poche parole, pronunciate dal medico veterinario dell’Asl dell’Isola d’Elba, che poi se ne va in motorino. Poco più in là, dentro un bagagliaio di una macchina, c’è un gattino investito sulla strada per Lacona (Capoliveri) che, dopo un’ora e mezzo, muore davanti a un gruppetto di persone, tra cui un vigile urbano e il presidente della sezione di Milano dell’Enpa (ente protezione animali), che si è trovato sul luogo dell’incidente per caso assieme alla compagna Sara Turetta, presidente dell’associazione “Save the dogs and other animals”.
Nel giro di 48 ore il dispiacere per l’animale morto lascia spazio alle polemiche infuocate e alle azioni legali (l’Enpa ha già perfezionato un esposto alla Procura) nei confronti del medico veterinario dell’Asl intervenuta sul posto. Si scatena il tam tam su internet degli animalisti e da un video finito sul web che riprende gli ultimi atti dello scontro tra il dirigente dell’Enpa e il medico dell’Asl. Insomma un altro capitolo, non certo edificante per un luogo turistico, della guerra aperta ormai da mesi tra l’isola e le associazioni animaliste che non esitano a definire l’Elba «il terzo mondo degli animali».
La replica dell'Asl. "Non è previsto a carico del servizio pubblico alcun obbligo di realizzare un servizio dedicato all’emergenza veterinaria analogo al 118 per gli esseri umani e tra le competenze del servizio di Veterinaria non rientra in alcun modo la cura di un qualsiasi animale da affezione (cani, gatti ecc) o da reddito (bovini, ovini ecc...) presente sul territorio". Così l'Asl di Livorno ha risposto in merito alla vicenda raccontata sopra. Nella nota si legge anche che sono compiti dell'Asl "la sorveglianza delle malattie infettive e diffusive degli animali, gli interventi di polizia veterinaria, la lotta al randagismo e altro". "Nel caso specifico - prosegue la nota - il medico veterinario è intervenuto, al di fuori degli orari di servizio, a titolo personale andando oltre quelli che sono i propri doveri lavorativi. Non rientra per questo nei compiti istituzionali dell’Azienda valutare quanto fatto, in veste di privata cittadina, dalla dottoressa in questione".
(Video di Sara Turetta/ Youreporter)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
