Il Tirreno

Ancora senza lavoro dopo il misterioso incendio dell’edicola

di Melisanda A. Massei
Ancora senza lavoro dopo il misterioso incendio dell’edicola

L’amarezza del gestore che ha visto andare in fumo anni di sacrifici nell’esercizio di piazza della Costituzione

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PIOMBINO. I vetri che si infrangono, i colpi fortissimi e poi il fuoco. E l’edicola di piazza Costituzione che in pochi secondi non c’è più. Accadeva un anno fa, poco prima dell’una di notte del 20 agosto. Una notte tra le più afose di un’estate afosissima. «Il caldo tormentava il riposo delle persone spingendole in strada – ricorda l’allora gestore Andrea Mariotti – Le finestre delle case erano aperte. Eppure nessuno ha visto niente».

A Piombino ci conosciamo tutti, osserva Mariotti. «Sembra impossibile che nessuno abbia visto niente». Da quella notte Andrea Mariotti e sua moglie Maddalena, entrambi 41 anni, sono due disoccupati, per di più senza una spiegazione. Le indagini, raccontano, non hanno portato a niente, ma ciò che più amareggia la coppia, spiega Andrea, è il silenzio che fin dall’inizio ha avvolto l‘intera vicenda, quando, appena dopo un minuto dallo scoppio dell’incendio, di gente attorno all’edicola ce n’era tanta, tantissima. «Una mia cliente, ad esempio – prosegue – dopo avermi sottoposto a un interrogatorio degno dei migliori polizieschi, mi ha manifestato il proprio dispiacere, ma poi mi ha detto che se per caso avesse visto qualcosa, non lo avrebbe detto. Forse è questo quel che pensano i miei concittadini? Bel senso civico, bel coraggio. Questa è omertà, altroché».

Vero è che di cose, nei giorni successivi, se ne erano sentite tante. Dalle minacce alle richieste di pizzo. Mariotti scuote la testa. «Mai accaduto niente di tutto questo. Per questo vorrei dire ai cittadini che nessuno verrà a cercarli se andranno a testimoniare qualcosa che hanno visto o sentito».

Ma allora? Che cosa è successo? «Non lo sappiamo, e neanche riusciamo a immaginarlo, non siamo personaggi particolarmente in vista, né schierati politicamente o cose simili. Però attorno a noi abbiamo sentito molta solidarietà, specie da parte dei clienti, da persone a noi vicine e dagli altri negozianti di piazza Costituzione, la fioraia Sandra Vitiello, Federico Boni di “Pianeta Pizza” e sua moglie Tiziana, Adriano, Patrizia e Filippo dell’”Araba Fenice”, (che hanno poi rilevato l’attività) che hanno cercato anche di darmi un appoggio logistico e mi hanno offerto un poco di lavoro». Poi, più niente, neanche i soldi dell’assicurazione. «Il sindaco ci ha telefonato, e la cosa mi ha fatto piacere, però in concreto non ha potuto fare molto per noi. Ha detto di avere le mani legate, e noi lo capiamo. Ad aiutarci, però, ci hanno pensato, e ci pensato tuttora, i nostri genitori».

«Sette anni andati in fumo, letteralmente – commenta – Spero solo che possano iniziare presto i lavori di ripristino, così da cancellare quella ferita che deturpa il palazzo e che resterà indelebile nelle mia anima: ogni volta che ci passo, sento una stretta al cuore».

Quei lavori, in realtà, sarebbero potuti cominciare già da qualche settimana. La conferma arriva dal proprietario del fondo, Francesco Menicagli. L’assicurazione, dice, lo ha già liquidato, e c’è già un accordo con un’attività che avrebbe scelto di trasferirsi, appunto, in piazza Costituzione. E allora? «Abbiamo qualche problema col privato coinvolto nell’incendio. Qualche problema di contatto, intendo. Con il condominio e la ditta che eseguirà le operazioni è tutto a posto, e anche col privato c’era già un accordo, che prevedeva la consegna delle chiavi a luglio per permetterci di rifare il nostro soffitto, cioè il suo pavimento». Da qualche mese, però, il silenzio. «Per motivi di salute, lo so. Ma non ci rimangono che le vie legali, purtroppo. Abbiamo delle scadenze da rispettare. Non possiamo che sperare che tutto si risolva il prima possibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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