Il Tirreno

Trattori pronti a tornare in strada

di Matteo Baccellini
Trattori pronti a tornare in strada

Senza garanzie sulla ricostruzione del Ponte di Ferro, gli agricoltori pensano a una nuova marcia

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PIOMBINO. Sono pronti a battagliare ancora e a scendere di nuovo in strada con trattori e mezzi agricoli. Finché non riavranno il loro Ponte di Ferro. Categorie, associazioni di agricoltori e semplici contadini si compattano in pieno agosto per riavere quella scorciatoia in mezzo ai campi. Che risolveva tanti problemi.

«Se entro la fine di agosto non avremo risposte più concrete dal Comune - spiega Stefano Masangui, uno degli organizzatori della protesta di lunedì scorso - proseguiremo senza indugi nella protesta. Il lavoro degli agricoltori è troppo penalizzato, ma lo sarà anche il traffico se i trattori e i mezzi agricoli dovranno passare dalla strada Geodetica, da Fiorentina o da Colmata per andare a caricare e scaricare».

Il Comune, dopo i 32 trattori in strada di lunedì, che un po’ di trambusto già lo hanno fatto, paralizzando il traffico in entrata e in uscita, in realtà ha già quasi risposto. Giocando picche però.

«Serve un privato per rifare il ponte - ha ribadito il vicesindaco Francini - anche se esiste un progetto preliminare per inserirlo nel piano triennale delle opere pubbliche, ma occorrono due milioni e senza Regione o Unione Europea per ora non si può fare niente». Quindi, senza privato, niente nuovo ponte. Abbattuto, per ora in parte, ma difficilmente ricostruito.

«E allora a settembre saremo di nuovo in strada - tuonano gli organizzatori della prima protesta - i soldi vanno trovati, così come è stato fatto per piazza Bovio o per Baratti». Troppo importante quel ponte che collega due frazioni, quella di Campo all'Olmo e della Sdriscia. Una scorciatoia che faceva comodo alle imprese agricole ma anche agli automobilisti. Nessuno li vedeva transitare, nessuno intralciava il lavoro degli altri.

D'ora in poi però, trattori e auto si troveranno a percorrere la stessa strada, con evidenti intralci reciproci. Un ponte, oltre tutto, (vedi la lamentela di Terre d’Etruria sopra), che sembra aver diviso anche gli stessi operatori del settore. Senza metterli contro, anzi, forse compattandoli. E le aziende interessate? Tra loro, c'è chi senza quel ponte si è visto tagliare a metà non solo l'azienda, ma addirittura la vita familiare.

«Muoversi con i mezzi agricoli senza il Ponte di Ferro sarà sempre più difficile - spiega Rosetta Giancaterino, della ditta Serravalle e Giancaterino - per arrivare a destinazione col trattore prima bastava un chilometro e mezzo di sola andata, adesso ce ne vorranno 10». Senza dimenticare le difficoltà logistiche. Io abito a Campo all'Olmo, e dall'altra parte c'è la Sdriscia dove abita mia figlia. Per le incombenze quotidiane quel ponte era comodissimo. Ma il problema vero è un altro. Manca il privato per rifare il ponte ma manca anche la volontà politica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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