La protesta
Boom del jogging in via della Principessa
Tutti di corsa sulla pista pedonale un po’ per tenersi in forma e un po’ per moda
SAN VINCENZO. Con la lingua penzoloni, alcuni potrebbero farsi una sciarpa. Ma non importa: avanti, ginocchia su, bruciare calorie, il contabattiti pare che dica che ci sono ancora alcune possibilità di sopravvivere. E a noi, che li osserviamo anche un po’ cinici e divertiti – lo ammettiamo – ci pare di essere sul lungomare di Livorno, dove se non corri non sei normale.
Siamo sulla pista ciclopedonale di via della Principessa. Quest’anno il fenomeno del jogging sembra assai cresciuto rispetto alle estati passate. Ne trovi di tutti i colori. Donna sui 50, con diabolico armamentario tecnologico al braccio, fascetta sulla fronte, fili che spuntano ovunque (sì, perché spesso c’è anche l’aggeggio ultima moda per sentire musica e l’auricolare supermegasensibile per il cellulare). Altri corpi pachidermici stentano a fare cinque metri in un minuto, ma l’importante è averci provato e la coscienza è in pace. Poi ci sono i semiprofessionisti della salute a tutti i costi, destrissimi nell’evitare il ciclista che crede di essere Nibali, che viene loro incontro minaccioso in maglia rosa e casco aerodinamico, la famiglia con l’ombrellone, il cane, il gigantesco paniere pieno di leccornie e di roba da bere (e quindi da tenere rigorosamente in orizzontale per evitare nefasti versamenti), gli altri podisti che arrivano in senso contrario con l’espressione fiera.
I più incredibili sono i podisti delle due di pomeriggio: ansimanti, sull’orlo dell’infarto, convinti ancora della vecchia equazione della nonna: “più sudi, più dimagrisci”. Ma quando i liquidi se ne sono andati, li vedi fermarsi e cercare la bottiglietta d’acqua, o l’intruglio con sali e altri elementi da patto col diavolo, o la borraccia, e stanno lì a guardarti facendo finta che vada tutto bene, mentre il volto si tinge loro di colori assai improbabili. Arriva poi il fustacchione che corre e si gira ovunque, come a dire “sono qui, mi avete visto o no?” e che mentre corre non lesina qualche sorriso alle grazie femminili che incontra sulla strada, senza, ovviamente, essere ricambiato.
Arriva anche la bella ragazza, che invece non ha bisogno di fare sorrisetti per avere mille occhi addosso o qualche italianissimo fischio dell’automobilista che le passa accanto. Ma c’è anche chi fa jogging per mantenersi in forma, senza l’assillo di perdere peso per mostrarsi più bello in costume (poi da settembre si rimangia) e chi sceglie saggiamente di andare a correre verso sera, quando il solleone se n’è andato. «Mi tengo in forma e basta – dice una turista fiorentina che fa jogging – Ho 52 anni e non sono più una ragazzina. Lo faccio ogni giorno quando sono in vacanza, sempre verso le 18,30. Certo che non mi passa neanche per l’anticamera del cervello andare a correre alle due del pomeriggio come fanno tanti. E’ bello correre accanto al parco di Rimigliano, anche se su questa pista c’è un po’ troppa confusione».
Beh, come darle torto? Intanto, la vista di tutti questi podisti, che mettono a nudo, con la corsa, l’abbigliamento e i gesti, il loro modo di essere, provoca simpatia. Ci abbiamo scherzato un po’ su, perché qualche risata, su via della Principessa di questi tempi, a guardare mentre passi il ricco bestiario della varia e mutevole umanità, è impossibile non farla.(p.f.)
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