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Niente squadra aggiuntiva, vigili del fuoco in difficoltà

di Stefano Taglione
Niente squadra aggiuntiva, vigili del fuoco in difficoltà

PORTOFERRAIO. Se mercoledì scorso, all’ora di cena, qualcuno fosse rimasto chiuso fuori casa con i fornelli accesi, i vigili del fuoco elbani forse non sarebbero arrivati in tempo. Non lo avrebbero...

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PORTOFERRAIO. Se mercoledì scorso, all’ora di cena, qualcuno fosse rimasto chiuso fuori casa con i fornelli accesi, i vigili del fuoco elbani forse non sarebbero arrivati in tempo. Non lo avrebbero certo fatto per negligenza, ma solo perché impegnati a domare il vasto incendio che ha minacciato, per fortuna senza conseguenze serie, la vegetazione nei pressi di San Piero in Campo. Nella caserma di Portoferraio, infatti, dalle 17 alle 20 di mercoledì non era rimasto più nessuno. Con due roghi in contemporanea, magari dalla parte opposta dell'isola, i pompieri dovrebbero scegliere dove dirigersi, recandosi dove le fiamme creano più pericolo e tralasciando altre situazioni potenzialmente pericolose.

I disagi nascono dal fatto che all’Elba i vigili del fuoco sono soltanto cinque per ogni turno di servizio. Si muovono a bordo di due mezzi e mai come quest’estate sono sotto organico. Per gestire le emergenze di grandi dimensioni l’unica carta è richiamare il personale residente sull’isola a riposo (circa 15 persone), ma è chiaro che i tempi di intervento rischiano di allungarsi.

«La coperta è corta», dice uno di loro. Soldi non ce ne sono: per la prima volta, a giugno, a Portoferraio non è sbarcata la squadra aggiuntiva per gli incendi boschivi che è stata richiesta. Anche se finora almeno l'elicottero del servizio antincendio boschivo della Regione rimane a La Pila, pronto a decollare come accaduto mercoledì. Ma ciò non toglie che gli incendi, col personale ridotto all’osso, mai come quest'anno abbiano la strada spianata. Fortunatamente a sopperire ai tagli ministeriali ci pensano i volontari. Come quelli dell'associazione “La Racchetta - Isola d'Elba”, il gruppo di protezione civile del versante occidentale che può contare su una settantina di persone. Tutti volontari che non guadagnano un euro e che prestano soccorso solo per passione.

Appena scatta l'allarme si precipitano in massa sul posto dando una mano per domare gli incendi o recuperare i turisti dispersi sui monti. Sono molto organizzati, anche se non specializzati al livello dei vigili del fuoco. La macchina del soccorso tre giorni fa a San Piero ha funzionato benissimo, con ventotto persone, divise in undici squadre, accorse in località Castancoli per domare le fiamme e presidiare la zona. Ci sono riusciti in appena due ore. Si sono mossi pompieri, volontari della protezione civile, agenti del Corpo forestale, uomini della Provincia e carabinieri. Ma la più grande mano è arrivata dalla natura: il vento di scirocco, inizialmente molto forte, dopo mezz’ora si è attenuato e gli ettari di terra bruciata sono stati soltanto due.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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