La protesta
Sabato da bollino nero, ma il porto regge
All’autorità portuale decine di monitor e telecamere per controllare la situazione e risolvere i casi d’emergenza
PIOMBINO. È stato un altro sabato di passione per i turisti diretti al porto di Piombino per imbarcarsi sui traghetti per l’Elba e la Sardegna. 15 navi più l’aliscafo, per un totale di oltre 60 corse, non hanno impedito il crearsi di lunghe code.
Il momento più critico è stato registrato alle 15,30 quando il traffico si è bloccato per mezz’ora (in concomitanza con l’imbarco sulla nave per la Sardegna) facendo arrivare la fila in entrata a Piombino sino a Fiorentina.
Duro quanto ben organizzato il lavoro sulla strada dei vigili urbani, schierati al gran completo nei punti caldi, mentre a vigilare sul corretto andamento del traffico in zona portuale è l’Ap, che dalla sala controllo gestisce l’intera macchina operativa. All’Autorità portuale decine di monitor raccontano la vita dentro al porto trasmessa dalle telecamere: la più lontana è piazzata sulla rotonda che immette i veicoli sulla strada che scende in direzione delle banchine. Un altro monitor riferisce i dati registrati dal radar, mentre tre video riportano lo status dei presidi di soccorsi sistemati in banchina, senza dimenticare la telecamera termica, utile in caso di security e incendi.
Qui dentro si vigila costantemente sulla sicurezza nel porto, gestendo il traffico in entrata e in uscita, sulla base delle esigenze del momento.
Ieri, altro sabato clou della stagione estiva, dopo la giornata da bollino rosso della scorsa settimana, al lavoro la mattina c’erano venti persone, divise in compiti di viabilità, controllo biglietti, ecc.; nel giro delle 24 ore però si sono avvicendati nell’attività 39 operatori. In sala controllo sono invece due le persone che lavorano dalle 6 alle 22, una durante la notte.
Qui non c’è un angolo del porto nascosto alle videocamere che, grazie allo zoom e all’opportunità di manovra, sono l’occhio della sicurezza sulla scalo cittadino.
Responsabile del servizio è Stefano Bianco, 41 anni, originario di Napoli, dal 1995 a Piombino e dal 2005 a capo della sicurezza dell’Autorità portuale.
«Ma in realtà mastico banchine da quando mi sono spuntati i primi peli sulla faccia – spiega Bianco, sposato con due bimbi – Qual è il mio turno di lavoro? Più o meno ci sono sempre, ma c’è da fare soprattutto nel fine settimana, quando in genere ci si riposa».
Bianco ordina interventi e organizza i movimenti lungo le arterie portuali e sulle banchine, ricevendo in risposta gesti precisi e reazioni puntuali.
Fra tanta professionalità non mancano tuttavia i ricordi dei casi più curiosi sul porto piombinese: dall’oggetto abbandonato che manda in crisi, soprattutto in estate, al marito che manda la moglie a bordo e poi perde la nave; dal tizio che scende e dimentica l’automobile nella stiva, ai vacanzieri che pensano di trovarsi a Livorno invece che a Piombino.
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