Il Tirreno

Lucchini, potrebbe slittare a fine anno la chiusura dell’altoforno

Lucchini, potrebbe slittare a fine anno la chiusura dell’altoforno

È l'annuncio del ministro Zanonato: "Riconvertire l'impianto partendo da un bacino con fondali significati. Dalla Concordia, ad esempio, potremmo recuperare materiale ferroso"

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PIOMBINO. ''L'obbiettivo è lo slittamento della chiusura'' dell'altoforno della Lucchini di Piombino ''a dicembre, in previsione di una ripresa dell'attività produttiva e del consumo d'acciaio, in modo tale da cogliere l'opportunità data dalla chiusura dell'altoforno dell'Ilva a Taranto''. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Fabio Zanonato parlando con i giornalisti a margine di un incontro a Piombino sul futuro delle acciaierie Lucchini.

RICONVENTIRE GLI IMPIANTI. Per il ministro ''l'obbiettivo generale è però una riconversione di questa zona''. Riguardo la sinergia Taranto-Piombino, Zanonato ha spiegato: ''Chiude l'altoforno dell'Ilva a Taranto, cresce la richiesta di acciaio e si tiene aperto per un periodo ulteriore questo altoforno'' (di Piombino). Riferendosi invece alla riconversione ''abbiamo in mente un'attività - ha spiegato il ministro - che sostituirà parzialmente quella dell'impianto Lucchini''. A chi gli chiedeva un esempio il ministro ha risposto: ''Realizzando un bacino con fondali significativi, partendo dalla Concordia - ha spiegato il ministro - si potrebbe valutare se è possibile recuperare materiale ferroso e far funzionare un'acciaieria interamente a ciclo elettrico''.

I SINDACATI. «Il ministro ha chiesto al commissario di spostare alla fine dell'anno la chiusura dell'altoforno e dell'area a caldo». Lo ha detto il sindacalista della Fiom Mirco Lami riferendo agli operai della Lucchini l'esito dell'incontri con il ministro allo Sviluppo economico Fabio Zanonato, i vertici dell'azienda e le istituzioni toscane e livornesi a Piombino. Lo slittamento a fine a anno (fino ad ora era in programma per l'autunno) servirebbe «a presentare il piano ufficiale - ha spiegano Lami - per cercare sinergie con Taranto». Dall'incontro sono quindi emerse «buone notizie - ha sintetizzato Lami - Piombino è un caso nazionale, tutti stanno lavorando'». Di nuovo rivolgendosi agli operai il rappresentante della Uilm Vincenzo Renda ha poi aggiunto: '«Abbiamo ringraziano Zanonato, dopo questo incontro il panico è diminuito. Lo slittamento ci dà fiducia e speranza'». Sulla stessa linea l'intervento di Fausto Fagioli della Fim. Terminato l'incontro il ministro è stato poi accompagnato per una visita all'interno dello stabilimento Lucchini.

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