Il Tirreno

Quando le barche fanno da orizzonte

Quando le barche fanno da orizzonte

Nei weekend è un appuntamento fisso soprattutto in spiagge frequentate come Calamoresca

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PIOMBINO. Nel weekend l’orizzonte cambia per i bagnanti sulla spiaggia di Calamoresca. Non più mare, isole lontane, ma tante barche: domenica scorsa se ne sono contate cinquanta; parecchie dai dieci metri in su (a volte in fila per quattro). Ascoltando voci di diportisti è normale, “perché il mare è di tutti”, “perché quando tira il vento di scirocco le uniche zone ridossate sono Calamoresca e Baratti”.

Magari a Baratti si fermano in centinaia, ma il golfo è più grande e la sabbia impedisce comunque di avvicinarsi troppo. Mentre a Calamoresca , chi prima arriva si protegge di più “parcheggiando” vicino alla scogliera, sotto la Casa matta. E in più la sosta di giornate intere riversa in spiaggia “tutta la vita sulla barca”.

Un’occhiata ai limiti di rispetto dalla costa. Per normativa si ancora a 250 metri dalla spiaggia e cento dalla scogliera. Forse un giorno a Calamoresca si deciderà di fare come, qualche tempo fa, a protezione di Cala delle Alghe a Cavo, dov’erano soliti andare in massa i piombinesi quando c’era meno “spending review” e ce la facevano a coprire le sei miglia di Canale. La delegazione, lì, fece segnalare dalla capitaneria la linea di rispetto con le boe.

Da ricordare comunque che, sin dalla realizzazione del nuovo porto turistico, almeno l’idea di proteggere la costa c’era stata: a partire dalla creazione di un’area di difesa in mare dallo Scoglio d’Orlando alla villa del Barone, naufragata sul nascere. Qualche possibilità in più quando l’Unione europea - sempre anni fa - mise alle strette l’Italia per il mancato rispetto delle praterie di posidonia (che avendo un ruolo fondamentale nell’ecosistema marino comporterebbero, già per l’esistenza, delle valutazioni d’incidenza) col successivo passaggio di selezione delle aree alla Regione e di riflesso alla Provincia (l’ufficio che si occupa di zone tipo “Orti Bottagone”). Avviata la procedura nazionale per i Siti d’importanza comunitaria ora ce ne sono un buon numero all’Elba e nelle isole dell’arcipelago, ma non si è concluso il percorso per le aree lungo il Promontorio né per il Falcone anche se qui, per norma, nelle ore di balneazione (8,30 - 19,30), tra punta Falcone e Falconetto la navigazione risulta già vietata per barche a motore (e ormai telefoni che fanno le foto li hanno tutti...). (c.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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