Il Tirreno

Siderurgia, verso uno sciopero nazionale

Siderurgia, verso uno sciopero nazionale

Fim, Fiom e Uilm provinciali chiedono la mobilitazione di tutto il settore con una manifestazione a Roma

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PIOMBINO. Uno sciopero nazionale della siderurgia con manifestazione a Roma. È quanto chiedono Fim, Fiom e Uilm provinciali di fronte alla grave situazione del settore, ed in particolare della Lucchini. «Il governo – sostengono – deve rispondere con atti concreti per difendere e sviluppare l’industria primaria». Da qui la richiesta di attivare subito il tavolo della siderurgia ed «evitare i qualsiasi modo chiusure di impianti, che favorirebbero solo l’importazioni da altri Paesi, impoverendo la nostra economia e dimezzando l’occupazione».

Ieri intanto il Senato ha approvato la nomina di Enrico Bondi a commissario straordinario dell’Ilva. Si apre dunque la possibilità di verificare in concreto - come promesso durante l’incontro col ministro Zanonato - l’attuazione di sinergia tra Ilva e Lucchini che mettano al riparo l’altoforno da una chiusura definitiva.

I sindacati hanno chiesto anche un incontro urgente con il commissario della Lucchini Piero Nardi sulla ipotesi di chiusura dell’area a caldo, sulla quale conservano la più netta opposizione. In discussione anche il problema della conferma dei 151 precari, i cui contratti scadranno tra novembre e gennaio. I sindacati sono fermi sul principio che «tutti i lavoratori dovranno avere lo stesso trattamento».

In vista anche una intensificazione delle iniziativa di lotta. Domani alle 10 si svolgerà una riunione della Rsu Lucchini, che i sindacati hanno voluto allargare a tutti i lavoratori che vogliono partecipare, per stabilire le iniziativa da mettere in campo ad agosto, mese decisivo per dare una svolta alla vertenza Lucchini.

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