Il fascino dello schermo che passa da padre in figlio
Dal cinema Vittoria di Venturina all’Etrusco di Donoratico, aperto d’estate in pineta
DONORATICO. Ci sono storie che sembrano scritte nel destino, come quella dell’uomo, nato accanto a un cinema, e alla sala legato da tutta una vita. È la storia di Marco Doveri, nato nel 1959 a Venturina, di fianco al cinema Vittoria, aperto e gestito dal padre, a sua volta cresciuto in Liguria di fronte a una sala cinematografica. Una vita che sembra un vero e proprio film quella di Marco, diventato, da bambino affascinato da pellicole e schermo, uomo ancora avvolto dalla magia della macchina da presa. La famiglia di Doveri si trasferisce diverse decine di anni fa a Donoratico dove nascono i due cinema di paese, l’Ariston, sala al coperto, nel 1967, e l’Etrusco, sala all’aperto, nel 1964. Entrambi di proprietà del babbo di Marco, l’Ariston passa nel 1998 nelle mani del Comune, pur continuando a godere della collaborazione di Doveri nell’ambito della programmazione invernale. «Continuo a farlo perché mi piace – spiega con semplicità Marco Doveri – Ora come ora comunque resta mio l’Etrusco, che ho ancora esclusivamente per passione; i tempi infatti non sono più quelli di una volta, quando il cinema era il media più seguito. Ora invece è diventato più industria che altro, e anche il concetto di multisala e distribuzione ha profondamente cambiato l’idea della sala. Pure il cambiamento da analogico a digitale non è altro che un passaggio del mercato globale che non tiene conto dei piccoli esercenti». Immerso nella meravigliosa cornice della pineta di Donoratico, l’Etrusco è una sala all’aperto da 900 posti, parzialmente coperta da una tettoia, sopra le poltroncine in legno trasportare dallo stesso Doveri dal cinema di Poggio a Caiano. «Lavoriamo solo in estate ovviamente, e sono un paio d’anni che, tolte le spese, mi restano le briciole – afferma Marco Doveri – In inverno svolgo altre attività e comunque a reggere è soprattutto il ristorante sotto il la sala che ho dato in gestione. Eppure più lo vedo morire e più io gli voglio bene al cinema». Un amore grande quello di Doveri verso un mondo che oggi riempie la sala in media con 30-40 spettatori per sera. «I cambiamenti tecnologici sono inopportuni perché costantemente in divenire – sostiene Marco – e le multisala hanno snaturato il concetto stesso di cinema. Purtroppo la nostra è sempre stata una categoria divisa; non siamo mai riusciti a capire che un cinema che chiude è una sconfitta per tutti. Ormai il trend negativo va avanti da dieci anni, e mi fa continuare solo la passione per questo settore, per un lavoro che ho sempre respirato». E se un giorno tutto questo dovesse finire, e la sala in mezzo alla pineta scomparire? «Mi mancherebbe ogni cosa, dalla sala all’attesa degli spettatori, dal salire le scale alla ritualità – spiega Doveri – Mi mancherebbe semplicemente il mio mondo. Vi basti sapere che non posso guardare Nuovo Cinema Paradiso, perché è un film che letteralmente mi strazia».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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