Il Tirreno

I cinema sull’orlo del crac studiano come sopravvivere

di Francesca Lenzi
I cinema sull’orlo del crac studiano come sopravvivere

L’effetto novità del 3D sta svanendo, gli spettatori calano del 20% rispetto all’anno scorso e reggono solo i film per ragazzi

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PIOMBINO. Chissà se è per colpa delle nuove tecnologie o delle multisala sempre più simili a supermercati. Oppure magari è la crisi, che mangia i risparmi della gente, o semplicemente non abbiamo più voglia di sognare, seduti in mezzo alla sala buia, precipitati in un altrove di fantasia e mistero. Qualunque sia il motivo è sempre più forte la difficoltà che sta attraverso il mondo del cinema. A Piombino come in ogni altro posto d’Italia, anche se qui a peggiorare la questione c’è una crisi nella crisi, quella siderurgica che richiama parole come recessione, paura, incertezza.

A confermare il quadro per nulla felice nel settore della settima arte è Gino Mochi che, insieme alla moglie Patrizia, da più di 25 anni, gestisce il cinema Odeon. Originari di Massa Marittima lui, Castelnuovo Val di Cecina lei, si sono trasferiti quasi trent’anni fa a Piombino proprio per lavorare nella sala cinematografica di via Lombroso. «Come va? Una tragedia – esordisce con ironico realismo Gino Mochi – Stiamo viaggiando sul 20% di introiti in meno rispetto all’anno passato. Siamo di fronte a un serio calo che va avanti da diversi anni, rallentato a un certo punto, vuoi per la novità vuoi per il biglietto più costoso, dall’avvento del 3D; ma ora siamo di nuovo a picco. Negli ultimi tre, quattro anni è una linea costante a scendere, e diventa difficile rientrare dalle spese».

Quali sono i motivi di un declino stabile che pare mettere a serio rischio la stessa esistenza delle sale cinematografiche? C’è chi dà la colpa ai nuovi strumenti, spesso illegali, di fruizione, e chi alle multisala che hanno innescato un corto circuito nel sistema tradizionale della sala. «Non sono d’accordo – afferma Mochi – I mezzi per scaricare film non nascono in tempi recentissimi, e anche le multisala non se la stanno passando certo bene, con una sostanziale riduzione del personale. Credo piuttosto in un calo fisiologico dovuto alla crisi che investe ogni aspetto della vita dei cittadini. Il cinema, come altri settori, è divertimento, ed ecco allora che proprio questi ambiti di svago, considerati superflui, finiscono irrimediabilmente per essere tagliati nella spesa di ogni famiglia». Sebbene non ci sia un genere che non conosca crisi, a reggere meglio il momento sono i film di animazione e le pellicole fantastiche del genere dei supereroi. Risultati per un certo verso coerenti con il contesto: ok, i soldi sono pochi, c’è preoccupazione per il futuro, ma almeno i bambini devono starne fuori. E noi, per un’ora e mezzo, con loro.

Ma quando parliamo di film che vanno meglio di altri cosa si intende in numeri? «Un film che va bene adesso raccoglie un centinaio di persone in sala, non di più – spiega Mochi – Non migliora le cose il fatto che spesso le case di distribuzione impongano a noi gestori dei cinema la permanenza in sala per due settimane dello stesso film. Purtroppo a Piombino non c’è un ricambio tale da non far considerare questa scelta penalizzante».

L’Odeon resterà chiuso presumibilmente un paio di settimane ad agosto, dopo aver proiettato Pacific Rim nell’ultimo week end, e dal prossimo Wolverine. Dopo ferragosto dovrebbe riaprire anche l’altro cinema cittadino, il Metropolitan, di proprietà del Comune, ma gestito da una cooperativa. La sala in piazza Cappelletti, chiusa a giugno, dopo aver ospitato i saggi di fine anno delle scuole di danza locali, conferma la tendenza positiva dei film dei cartoni animati, sottolineando anche i buoni risultati di film italiani come La Grande Bellezza, con circa 350 spettatori nell’arco dei giorni, mentre parla di un’insofferenza percepita nei confronti delle pellicole in 3D. «Non c’è più il boom dei primi tempi – replicano dall’Odeon – Ma il cinema è anche arte ed è giusto, visto che ne esistono le tecnologie, far vedere in tridimensionale un racconto realizzato con quella finalità visiva».

Sempre l’Odeon sta provando varie soluzioni, dal week end lungo, in partenza dal giovedì, a progetti alternativi come quello prima dell’estate promosso con il cineclub Officine, guidato da Marco Formaioni. “Apericine”, il nome dell’iniziativa, prevedeva la proiezione di film usciti nei mesi precedenti e non arrivati a Piombino, anticipati da aperitivo più introduzione al film. «Si cerca di fare qualcosa per smuovere l’ambiente – spiega Mochi – La ricetta per uscirne non c’è, ma si tira la cinghia aspettando momenti migliori. Una crisi del genere c’era stata negli anni Novanta. Speriamo di superare anche questa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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