Italia
In cella il segretario del Pci che lo voleva ricostruire
PIOMBINO. Da una raccolta di cronache della Piombino tra il novembre 1952 e l’ottobre del 1953, curata alla fine degli anni Novanta da Francesco Benifei e Luigi Tartagli, viene fuori una storia tanto...
PIOMBINO. Da una raccolta di cronache della Piombino tra il novembre 1952 e l’ottobre del 1953, curata alla fine degli anni Novanta da Francesco Benifei e Luigi Tartagli, viene fuori una storia tanto curiosa quanto segno delle tensioni che correvano in quei tempi.
Un’alluvione nell’inverno del ’51, si era completamente portata via il vecchio ponte, già non più di ferro come quello degli anni Venti. Gli abitanti della zona, dopo aver insistito invano con le autorità per la sua ricostruzione, decisero di farlo da soli. Una cronaca del Tirreno del 19 dicembre 1952 descrive cosa successe: «Già dal tempo il Genio Civile aveva proibito il transito sul ponte sul Cornia in località Ponte di Ferro, causa il crollo di alcune travi. Ieri alcuni contadini si erano riuniti per provvedere alla sistemazione provvisoria che permettesse un passaggio sicuro sul suddetto ponte».
«Un gruppo di carabinieri della stazione di Populonia – prosegue il cronista – si avvicina al gruppo dei contadini per informarli del pericolo che correvano e li invitavano ad allontanarsi subito».
«I contadini sia allontanavano dietro il cortese invito, sennoché il segretario del Pci di Populonia, Ivo Frediani, di 28 anni, incitava gli operai a riprendere il lavoro interrotto con parole poco riguardose nei confronti dei carabinieri. Ad un certo punto questi afferrarono il braccio del Frediani per allontanarlo, sennoché questi rispondeva con forti spinte agli agenti».
«Il maresciallo allora – racconta il cronista del Tirreno – procedeva all’arresto per violenza e resistenza e violenza alla forza pubblica».
Il caso Frediani riempì le cronache dell’Unità e quelle del giornale della Federazione comunista L’indicatore, per i quali invece il dirigente del Pci «aveva educatamente risposto a una palese provocazione».
Dopo 25 giorni dall’accaduto Frediani era sempre in cella nel carcere di Livorno, mentre altri 16 contadini furono denunciati.
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