Il Tirreno

Libri di testo, il record dei costi al liceo Carducci e all’Iti Pacinotti

di Melisanda A. Massei
Libri di testo, il record dei costi al liceo Carducci e all’Iti Pacinotti

Solo alla media Guardi la spesa è contenuta ben al di sotto del tetto previsto dal ministero Per risparmiare un po’ bisognerà attendere il prossimo anno con l’introduzione del digitale

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PIOMBINO. Per le riduzioni promesse con l’adozione dei libri digitali (dal 20 al 30 %) bisognerà aspettare ancora un anno, ma intanto la novità del 2013 è - quasi in tutte le scuole - il calo dei tetti previsti dal ministero per l’acquisto della dotazione libraria scolastica. Tenersi nei limiti è la sfida delle scuole, che quasi sempre riescono a contenere la spesa delle famiglie. Una spesa che proprio in questi giorni - con i primi arrivi nelle cartolibrerie - è diventata di attualità per moltissime famiglie piombinesi.

Scuola media Guardi. I costi massimi imposti dal ministero per le medie sono di 286, 111 e 127 euro rispettivamente per la prima, seconda e terza classe. La scuola tiene bene il confronto, superando il limite praticamente solo in seconda, dove la spesa massima, quella della sezione ammonta a 138,10 euro (ma la somma comprende anche i libri consigliati e dunque facoltativi).

Liceo Carducci. Spese oltre il tetto anche in qualche classe del liceo, anche in questo caso facendo bene i calcoli rispetto ai libri necessari e a quelli che lo sono solamente sulla carta. Per la prima classe dello scientifico, per esempio, il tetto del ministero si ferma a 305 euro, mentre la spesa indicata dalla scuola è di 334,14 euro, che però scendono a 313,65 se si esclude il testo di educazione fisica (meno ulteriori 17,80 euro per il libro di religione). Sempre allo scientifico, si tengono nei margini le classi seconde e quarte, mentre il tetto di 310 per la terza si trova a fronteggiare con una spesa richiesta di addirittura 364,15 euro, libro di religione compreso, ma con l’esclusione della «Divina Commedia», per la quale viene lasciata libertà di scelta rispetto all’adozione.

Iti Pacinotti. Tetti anche in questo caso rispettati, pur con qualche eccezione, specie sul primo e ultimo anno di corso (quando i libri, cioè, sono più numerosi): in prima, per esempio, laddove il ministero impone 305 euro, la scuola arriva a 342,70 euro, includendo il libro di religione. In quinta la spesa massima dovrebbe essere di 215 euro, con i due indirizzi che, elettronica e meccanica, che vi si fronteggiano rispettivamente con 176,50 euro e 271,80.

Ipsia Volta. Tutti i tetti sono ampiamente rispettati, con l’unica (possibile) eccezione della classe terza: laddove il ministero impone 160 euro, la scuola arriva sì a 148,80 €, destinati però a salire di oltre 50 euro includendo i due (unici) libri di inglese inclusi nell’elenco, ma privi di indicazioni.

Itc Einaudi. Notevole lo scrupolo della scuola nel rispettare le indicazioni ministeriali. Prezzi sempre contenuti nei parametri, con i “sorpassi” che ammontano per lo più a pochi euro, comunque ammessi dalle previsioni statali. Anche l’eccezione della prima classe è di scarso conto: 290 euro è il tetto imposto dal ministero, con la scuola che arriva invece a 309,85, includendo però i due libri di religione ed educazione fisica. Per la seconda si spendono 168,10 euro col ministero che impone 170, mentre per la terza classe il tetto di 280 euro viene superato di un solo euro nella sezione Amministrazione Finanza e Marketing e di 18 in quella dei Sistemi Informatici Aziendali.

Ipsct Ceccherelli. Infine l’istituto professionale Ceccherelli, dove negli ultimi anni si è imposto con grande fortuna l’indirizzo enogastronomico. Per i figli che frequentano il primo anno le famiglie dovranno spendere fino a 297,95 euro, un paio di euro in più rispetto a quanto il ministero prevede per l’istituto professionale per i servizi alberghieri, mentre molto alta rispetto a quanto previsto dallo Stato è la spesa per il terzo anno: 270,75 euro a fronte di 190 euro previsto (la scuola, però, potrebbe anche fare riferimento al tetto previsto per gli istituti professionali per il commercio, pari a 220 euro). Anche in questo caso, tuttavia, l’elenco contiene un’ambiguità: alcuni libri di inglese - gli unici previsti - non segnalati come necessari. Senza di loro anche per questa classe la spesa scende a 193,05 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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