Il Tirreno

Abusi, dopo 16 anni la condanna a demolire

Abusi, dopo 16 anni la condanna a demolire

Il Comune vince una causa avviata nel 1997 per manufatti realizzati in zona a vincolo paesaggistico

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PIOMBINO. Dopo sedici anni di battaglie legali contro il Comune un privato dovrà demolire due costruzioni agricole. Lo ha deciso con una sentenza depositata il 17 luglio il Tar della Toscana, dando ragione all’amministrazione piombinese e respingendo la domanda di condono di Giuseppe Schembri. La storia risale al gennaio del 1997. La richiesta di sanatoria, fatta per sfruttare una legge del 1985, riguardava «due manufatti in materiale precarico a uso agricolo – si legge nella sentenza dei tribunale regionale amministrativo – realizzati in zona sottoposta a vincolo paesaggistico».

Il Comune di Piombino si è fin da subito opposto, prima con il parere della commissione edilizia integrata (il 17 gennaio del 1997) e sei giorni dopo con un’ordinanza firmata dal sindaco. Le due costruzioni, insomma, andavano demolite ben sedici anni fa. Ma il proprietario non era d’accordo. Così ha fatto ricorso al Tar e il procedimento si è trascinato fino a pochi giorni fa.

Secondo gli avvocati di Schembri, nonostante la zona fosse sottoposta a vincolo paesaggistico, il Comune non si sarebbe potuto opporre alla domanda di condono.

Inoltre, «sotto il profilo urbanistico sarebbe possibile la sostituzione dei manufatti precari con diversi materiali costruttivi – si legge nella richiesta del privato – senza aumento di volumetria e di ciò aveva espressamente dichiarato di volersi avvalere il ricorrente».

Secondo i giudici fiorentini la «parte ricorrente propugna una tesi interpretativa delle norme che regolano il procedimento» della «compatibilità paesaggistica», mentre per ottenere il condono Schembri avrebbe dovuto presentare «una motivazione più penetrante ed esaustiva».

«La natura del manufatto che ancorché realizzato con materiali precari insiste stabilmente sul suolo per usi quotidiani (uno dei due manufatti è adibito a servizio igienico sanitario) – si legge nella sentenza – richiede la concessione edilizia in quanto nuova costruzione realizzata in assenza di titolo edilizio e, come tale, è soggetta alla sanzione della demolizione». Dopo sedici anni, quindi, è arrivato il responso. Nessun condono per sfruttare la legge del 1985, ma demolizione delle opere abusive. Tuttavia non è escluso il ricorso al Consiglio di Stato.

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