Il Tirreno

Il sindacato non cede «L’Afo deve marciare almeno fino al 2015»

Il sindacato non cede «L’Afo deve marciare almeno fino al 2015»

Preoccupazioni per lo spegnimento al buio di settembre «Abbiamo bisogno di tempo per progettare il futuro»

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PIOMBINO. La sopravvivenza dell’altoforno Lucchini è attaccata ad un filo, a qualche centinaia di tonnellate di bramme (un semilavorato piatto ottenibile in colata continua, da trasformare poi in coils) da cedere all’Ilva di Taranto, che dovrà ridurre di 2 milioni all’anno la sua produzione. 400-600 tonnellate di acciaio, non certo tra i prodotti più pregiati e remunerativi, della siderurgia, che potrebbero però riportare in equilibrio il conto economico dell’altoforno Lucchini, consentendo di fare quel minimo di cassa con i prodotti più qualificati: rotaie e vergella di qualità.

Lo hanno chiesto da tempo al ministro Zanonato e sindacati e le istituzioni locali. Il governo sì è impegnato anche venerdì col sindaco Anselmi a compiere questa verifica con il commissario straordinario dell’Ilva Bondi , che dovrebbe essere insediato proprio domani.

Di contro c’è un piano del commissario Lucchini, Piero Nardi, che non piace ai sindacati. Non piace l’idea lo spegnimento al buio dell’altoforno a settembre senza prospettive di ripresa e l’idea di realizzare (per ora solo promessa) un’ acciaieria elettrica.

«Il piano del commissario non ci interessa – tuona il segretario delle Fiom Luciano Gabrielli all’indomani dell’ennesima manifestazione dei lavoratori Lucchini – L’altoforno dovrà essere mantenuto attivo almeno fino al 2015. Abbiamo bisogno del tempo necessario per programmare interventi innovativi in siderurgia. Nessuno può pensare di mettere sulla strada da un giorno all’altro 4mila lavoratori».

Il commissario Nardi ha già indicato la strada che suo parere sarebbe può opportuna: un forno elettrico, per il quale si stanno esaminando due diverse opzioni: costruirlo ex novo in padule, vicino ai nuovi impianti con una spesa che si aggirerebbe sui 250 milioni, o utilizzare il capannone dei convertitori, di nuovo vicino alla città, riducendo quasi da 10 a 1 la spesa. Ma quanto tempo ci vuole per costruire un forno elettrico? Il timore dei lavoratori in questo momento è che l’altoforno si spenga per sempre, che siano venduti i laminatoi e non si faccia altro, nè forno elettrico né Corex, l’impianto innovativo a cui ora guarda il sindacato e che potrebbe piacere all’Europa. Ecco dunque il senso della richiesta di tempo, spazi per capire e progettare il futuro.(g.p.)

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