Gioco
Porto, tre ministri firmano il protocollo per lo sviluppo
Passo avanti del decreto legge che prevede 160 milioni d’investimenti
PIOMBINO. Piombino ha vissuto un’altra giornata intensa per il suo futuro. I lavoratori della Lucchini in corteo fino al porto dietro un cartello che ormai da oltre un anno scandisce le loro manifestazioni: «Piombino non deve chiudere». E mentre un migliaio di lavoratori manifesta pacificamente sul porto, senza ritardare la partenza dei traghetti tre si loro si tuffano in acqua, tra la curiosità dei turisti.
Il sindaco Anselmi non c’è, ma telefona dall’auto che lo sta portando a Roma per un incontro col ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. La sua voce, amplificata dagli altoparlanti sul piazzale, fa cogliere tutta la drammaticità del momento: «Dobbiamo chiudere – dice – questa vicenda della siderurgia in modo positivo per il territorio e per l’Italia».
La firma. Poche ore dopo il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando fa sapere di aver firmato, insieme ai ministri dello Sviluppo economico e dei Trasporti e delle Infrastrutture il protocollo d’intesa per la riqualificazione ambientale, industriale e del porto di Piombino. Le agenzie di stampa la danno per scontata, ma in realtà su quel protocollo manca ancora la firma della Regione, della Provincia, del Comune di Piombino e dell’Autorità portuale. Orlando, Zanonato e Lupi - si sa dopo - hanno formato il protocollo al termine di una riunione del consiglio dei ministri. Gli altri, per comodità, avrebbero firmato dopo. Il tutto prende un po’ la colorazione del giallo, perché – si dice – che l’atto sia stato lievemente cambiato. Si pensa in un primo momento al prolungamento delle bretella per il porto, ma il sindaco Anselmi chiarisce: «Mancano, perché non sono stati ancora trovati, i 10 milioni che avrebbe dovuto mettere a disposizione il ministero dei Trasporti».
Ci si dovrà dunque tornar sopra, anche se ormai la firma dell’accordo di programma che sbloccherà i 110 milioni per le opere in porto, oltre ai 50 previsti per il prolungamento delle 398 da Montegemoli al Gagno, sembra ragionevolmente possibile nel giro di pochi giorni.
Ok al piano regolatore. E da Firenze quasi in contemporanea arriva un’altra notizia positiva: il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il piano regolatore del porto di Piombino. L’ultimo anello che consentirà al commissario dell’Ap Guerrieri di aggiudicare gli appalti dei lavori previsti dal “decreto Piombino” (15 imprese sono già state selezionate) per il molo sottoflutto, dragaggi fino a meno 20 metri, piazzali. Opere da realizzare in fretta per arrivare all’appuntamento con la rimozione della Concordia dal Giglio e non perde l’occasione del suo smantellamento nel porto di Piombino.
Il progetto è tuttavia ancora più ambizioso: banchinamento delle vasche di colmata, nuovo assetto ferroviario e viario, altri accosti e piazzali per una quantità quasi impressionante di investimenti da eseguire nei 15 anni di durata del piano: ben 578 milioni.
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