Il Tirreno

La siderurgia di Piombino non deve chiudere: operai in corteo fino al porto

La siderurgia di Piombino non deve chiudere: operai in corteo fino al porto

Un migliaio di lavoratori di Lucchini, Magona e Sol in marcia con blocco a singhiozzo del traffico sulle banchine: qualche disagio per vacanzieri e pendolari per l’Elba

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PIOMBINO. In un migliaio, secondo le prime stime,  per tenere in vita la siderurgia piombinese. Il corteo dei lavoratori della Lucchini, della Magona e della Sol ha attuato un blocco simbolico del porto, durato alcune decine di minuti, procurando qualche disagio ai vacanzieri, di cui molti stranieri, che stavano partendo per l’isola d’Elba, per trascorrere il weekend (FOTO).

Auto in fila all’imbocco della banchina e davanti alla biglietteria, ma anche camion e pendolari tra la terraferma e l’isola. I lavoratori hanno bloccando il traffico a fasi alterne: limitati comunque i disagi. La manifestazione degli operai si è mossa da largo Caduti sul lavoro, il cavalcavia Lucchini, per poi raggiungere il porto. Il corteo era composto da lavoratori dei tre stabilimenti in grandissima parte.

Attimi di discussione tra un gruppo di operai e i sindacalisti presenti. I primi volevano proseguire e inasprire la protesta, attuando un blocco più pesante del traffico sulle banchine. I secondi, invece, optavano per non rendere troppo grande il disagio per chi doveva salire sui traghetti. Il corteo si è comunque sciolto alle 11,15, liberando così le banchine. Alcuni operai inoltre si sono gettati in mare, nelle acque del porto.

Pochi i cittadini presenti, assenti gli studenti della città che ha chiesto, con questa manifestazione pacifica, di non far morire il cuore economico e occupazionale del territorio.

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