Il Tirreno

la sentenza: 160mila euro ai parenti della vittima

Morì per un’infezione condannato il medico

Morì per un’infezione condannato il medico

LIVORNO. Nunziatina Vettore è morta a 74 anni l’8 novembre 2006 prima di sottoporsi ad un intervento alla cataratta a Portoferraio, il secondo in pochi mesi. A distanza di quasi sette anni il medico...

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LIVORNO. Nunziatina Vettore è morta a 74 anni l’8 novembre 2006 prima di sottoporsi ad un intervento alla cataratta a Portoferraio, il secondo in pochi mesi. A distanza di quasi sette anni il medico oculista che le aveva somministrato l’antibiotico che ha innescato lo choc anafilattico che l’ha uccisa, Alessandro Burroni, 41 anni, è stato condannato in primo grado dal giudice Marina Cirese ad un anno di reclusione per omicidio colposo e soprattutto al pagamento nei confronti dei parenti delle vittime di 160mila euro.

L’inchiesta prima e il processo che si è concluso martedì al tribunale di Livorno dopo, è stato per i familiari e per il loro legale, l’avvocato Alberto Uccelli, un percorso in salita. «La prima perizia - spiega Uccelli - è stata ritenuta nulla e quella collegiale che è stata richiesta successivamente è arrivata alla conclusione che non ci sarebbe stato un problema allergico come causa scatenante dello choc».

La parola chiave per spiegare l’esito del processo è mastociti degranulati, le cellule che si formano nel momento in cui avviene lo choc anafilattico e che la perizia collegiale non aveva preso in considerazione. Secondo la memoria presentata dalla parte civile alla penultima udienza invece, «la presenza di mastociti nel corpo della Vettore è pienamente dimostrativa del fatto che la stessa sia deceduta a causa di uno choc anafilattico. Ebbene - prosegue - al di là della sorprendente tesi dei periti che il decesso sarebbe stato causato dalle preesistenti patologie».

Il pm, aveva chiesto per il medico l’assoluzione. Il giudice è stata invece convinta dalla ricostruzione della parte civile. Alla donna, infatti, quel giorno venne sommistrato dello Zoref che all'interno contiene una sostanza per lei allergica. Questo «nonostante la paziente avesse presentato al medico la cartella clinica nella quale c’erano scritte tutte le sostanze che non tollerava». E dire che anche nell’operazione precedente alla signora Nunziatina Vettore era stato somministrato lo stesso antibiotico. La prima volta però non aveva innescato lo choc anafilattico che quel giorno l’ha uccisa. (f.laz.)

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