Il dolore
«Macché boom, nei negozi soffriamo»
Gli esercenti di Portoferraio non si fidano dei numeri incoraggianti del turismo culturale e degli approdi in darsena
PORTOFERRAIO. Da una parte ci sono i numeri, in genere il modo più oggettivo per fotografare l’andamento turistico nelle città. Dall’altra ci sono le sensazioni degli addetti ai lavori. Di chi ogni giorno, “in piazza”, osserva da vicino i turisti che sbarcano, girano, salutano e comprano. Due termometri che in linea di massima dovrebbero rendere una percezione simile del movimento nel cuore della città. E invece, forse mai come adesso, vedono il mondo in modo diverso.
I dati forniti dal Comune di Portoferraio e dalla società Cosimo dei Medici sull’andamento delle presenze nei musei e nelle fortezze della città medicea sono confortanti: 32.371 biglietti dal 1 gennaio al 14 luglio nei siti culturali gestiti dalla partecipata, circa il doppio rispetto allo stesso periodo del 2012; il fatturato della darsena ammonta a 265.711 euro, quasi 20 mila euro in più a quanto totalizzato l’anno precedente (c’è da dire che le cifre del fatturato non fotografano in modo fedele i dati sugli accosti, che la partecipata e il Comune non hanno fornito). Insomma, i numeri sono chiari: c’è da essere allegri nonostante la crisi. E invece basta fare un po’ di domande in giro tra i commercianti della darsena e del centro storico per vedersi spegnere l’entusiasmo.
«Diciamo che le sensazioni nostre sono molto distanti da quanto racconta il Comune – spiega Leonardo Bandinelli, titolare di un negozio di souvenir in calata Mazzini – per quello che vediamo il calo c’è stato, anche rispetto all’anno precedente. E il movimento sulla passeggiata è ridotto. Per capirlo basta dare un’occhiata ai parcheggi a pagamento, fino a pochi anni fa sempre pieni. In queste sere, quando alle 23,30 vado a riprendere l’auto sono mezzi vuoti». Quando ai commercianti vengono riportati i dati sul turismo culturale e sul fatturato della Darsena, la reazione è pressoché unanime. «Non usano lo stesso termometro che usiamo noi – scherza Silvia Boano, titolare de Il Libraio sulla calata – il fatturato non è un indicatore fedele del movimento in darsena, fino a pochi giorni fa i posti barca vuoti erano molti e di gente in giro ce n’era poca. La situazione preoccupa di più se si considera, oltre al movimento ridotto, la poca voglia di spendere dei turisti. In questi giorni avevamo la libreria piena, ma solo in pochi decidono di comprare». Il calo del movimento sulla passeggiata, infatti, si intreccia con la riduzione della capacità di spesa dei turisti, sia italiani che stranieri. «Le vendite sono esageratamente in picchiata – commenta Loris Del Torto, titolare di un negozio di antiquariato sulla calata – fino allo scorso anno i clienti entravano e poi decidevano se comprare o meno. Ora non entrano neanche più. Quando, poco dopo mezzanotte, chiudo il negozio in giro non c’è già più nessuno». I negozianti, insomma, tracciano un quadro nero dell’andamento stagionale. E le ricette per risollevare la situazione non sono chiare: c’è chi chiede uno sforzo in più sulle manifestazioni pubbliche, chi chiede un miglioramento dei servizi al turista e del decoro pubblico. «Quel che è certo è che, anno dopo anno, di gente in giro ce n’è sempre meno – sostiene Moreno Bonini, titolare del Caffè del Mar in calata Mazzini – siamo al 25 luglio e il Comune non ha distribuito uno straccio di cartellone di eventi da affiggere in passeggiata, eppure gli eventi sono decisivi per portare gente. E poi, i servizi. I proprietari delle barche non sanno dove gettare la spazzatura, il punto più vicino è in piazza della Repubblica. I sacchi dell’immondizia li lasciano a noi. Su questi aspetti dobbiamo migliorare se vogliamo riportare da noi i turisti».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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