Sicurezza
Giù il Ponte di ferro, disagi nelle campagne
Iniziata la demolizione nel quadro della messa in sicurezza del fiume Cornia Per ora non sarà ricostruito, ma il Comune spera di poterlo fare nel 2015
PIOMBINO. Viabilità interrotta, apertura del cantiere e ieri il via alla demolizione. Tra poche ore il Ponte di ferro sarà solo un ricordo. La struttura, esistente da oltre mezzo secolo, era da tempo considerata un pericolo, a causa della sua conformazione in grado di costituire un rischio alluvionale nella zona industriale di Montegemoli.
Dopo l’opportunità sfumata in occasione della costruzione della centrale a biomasse della Seca, l’amministrazione comunale ha trovato nel Consorzio di bonifica Alta Maremma il soggetto che in concreto darà esecuzione dell’abbattimento del ponte. Dopo gli interventi preparatori, la demolizione partirà effettivamente oggi. Quanto durerà? Sembrerebbe poco, una manciata di giorni, almeno secondo le stime del Comune. «Ho detto alla ditta che se ne occupa che mi avrebbe fatto piacere vedere una parte dello smantellamento del ponte e, scherzando ma non troppo, mi ha stato risposto di far presto perché altrimenti non vedrò proprio nulla – spiega l’assessore ai lavori pubblici Lido Francini – Quindi la demolizione, intesa solo come parte dell’abbattimento della vecchia struttura, occuperà pochissimi giorni. Ci saranno poi le operazioni collaterali di messa in sicurezza e di sistemazione della zona che richiederanno altro tempo. Credo comunque, in base a quanto affermato dalla dita, che tutto il lavoro potrà concludersi in circa 15 giorni».
Con la scomparsa del Ponte di ferro - malandato sì e considerato a rischio, ma ancora efficace via di comunicazione per chi abita in quella zona e per il lavoro nei campi - viene così meno un importante collegamento nelle campagne. Alla demolizione infatti non seguirà una nuova costruzione. Almeno non immediata. «Per ora non c’è nessun progetto concreto – afferma Francini – e le risorse necessarie per un nuovo ponte non possono essere a carico del Comune. Bisogna cercare in altro modo, attraverso finanziamenti privati; qualche idea c’è già in questo senso, ma per scaramanzia è meglio non sbilanciarsi. Posso dire tuttavia che nelle nostre intenzioni c’è un nuovo ponte entro il 2015».
E nel frattempo come la prenderanno abitanti e agricoltori della zona? «Ho avuto tanti incontri con loro – spiega l’assessore Francini – Ne ho condiviso il disagio e garantito, com’è poi stato, la messa in sicurezza della strada degli Affitti come alternativa, mettendo inoltre a conoscenza dell’intenzione del Comune di cercare i modi per avviare la costruzione di un nuovo ponte. Lunedì avrò un incontro con le associazioni di categoria degli agricoltori, dove riconfermerò il quadro attuale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
