Il Tirreno

Guerrieri commissario straordinario dell’Autorità portuale. Battaglia per le nomine

Guerrieri commissario straordinario dell’Autorità portuale. Battaglia per le nomine

Il presidente uscente (la cui carica è ormai scaduta) è stato nominato dal Ministero per un massimo di sei mesi in attesa della nuova presidenza. Sfuma l'incarico ad Anselmi, anche Nardi e Peria in lizza

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PIOMBINO. Tre dei principali designatori, il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, il presidente della Camera di commercio Roberto Nardi e il sindaco di Portoferraio Roberto Peria (che pur all’ultimo tuffo si è tirato fuori scena) in corsa per la presidenza della Port authority. Alla fine è andata come era più logico dovesse andare. Il ministro di Trasporti Maurizio Lupi ha firmato il decreto di nomina, a partire da oggi 25 luglio, del presidente uscente Luciano Guerrieri a commissario straordinario del porto di Piombino. Potrà rimanere in carica fino alla nomina di un presidente effettivo e comunque per non più di sei mesi.
Chiuso il circolo, almeno per il momento, delle grandi manovre. Iniziate fin dalla nomina del presidente Enrico Rossi a commissario straordinario delle opere da realizzare in porto secondo le previsioni del “decreto Piombino”. Anselmi si aspettava di certo qualcosa in più per il grande lavoro fatto per ottenere il riconoscimento di Piombino come area di crisi industriale complessa. Chissà come è andato il primo “tete à tete” tra il governatore ed Anselmi, con in mezzo Guerrieri, che sapeva bene che il suo mandato sarebbe finito il 9 giugno, e che certo non avrebbe sdegnato la nomina?
Si dice che l’indicazione della famosa terna da parte dei Comuni (Piombino, Portoferraio, Rio Marina) della Camera di commercio e della Provincia non sia avvenuta a causa dell’impegno a mettere al sicuro un decreto arrivato all’ultimo respiro del governo Monti. Ma c’era davvero accordo tra enti i cui principali protagonisti si stavano sfidando proprio per la stessa poltrona?
Luciano Guerrieri, di certo in modo anomalo, fu l’unico candidato. Al ministro non fu sottoposta una terna, ma tre volte il suo nome. Chiaro che stavolta tutta questa unanimità non ci sarebbe stata.
Gianni Anselmi, ancora scottato dal rifiuto degli organi dirigenti del Pd a concedere una deroga che lo avrebbe portato in Parlamento, stavolta ha subito capito che il suo principale interlocutore non poteva che essere il presidente Rossi, mentre il suo partito, almeno a livello locale, sembrava deciso a restare a guardare.
Anselmi, stavolta, non poneva il problema di lasciare il suo incarico di sindaco, esponendo il Comune ad un eventuale commissariamento. Contava semplicemente di poter fare tutte e due le cose. Rossi è quindi stato capofila di una verifica politico-giuridica sulla possibilità che un sindaco potesse svolgere anche l’incarico di presidente dell’Ap. Ma che la legge 84/94 preveda o meno l'incompatibilità (anche su questo ci si è divisi) non si è mai visto un sindaco che occupasse insieme i due incarichi (un po’ nelle vesti di controllore e controllato).
Impossibile comporre la terna, per Anselmi l’unica strada era dunque la nomina a commissario. Non un incarico qualunque, ma stavolta un manager che dovrà gestire 160 milioni di investimenti ed il decollo definitivo del porto.
Pare che da Roma ci abbiano provato anche i deputati Pd Velo e Manciulli a sponsorizzare Anselmi col ministro Lupi. Ma è andata come era, fuori dalle logiche di Palazzo, prevedibile. In tutti i porti che si sono trovati nelle stesso condizioni (Palermo, Ancona, Napoli e La Spezia) il commissario è stato individuato nel presidente uscente. 45 giorni di prorogatio concessa a Guerrieri non hanno ribaltato questa logica.
«Avrei lavorato fino all’ultimo», commenta con malcelata soddisfazione Guerrieri. Ma il suo ultimo lavoro, oggi, sarebbe stato quello di liberare la scrivania e mettere in uno scatolone i numerosi ricordi del suo doppio mandato. È in quella stanza, tra gigantografie del porto, modellini di navi e una marea di progetti che ingombrano anche il tavolo delle riunioni, dal 2005.
Una delle sue maggiori soddisfazioni la vicepresidenza di Assoporti, un riconoscimento di cui essere fieri stando alla guida di un piccolo porto. Di cose da fare ne ha ancora tante, ancor prima di affrontare il lavoro insieme al presidente Rossi. Il banchinamento della Variante 2 sarà finito nel marzo 2014. Poi ci sono i dragaggi, la darsena Lanini e gli accosti alle vasche di Colmata, dove dovranno andare i fanghi dragati al nuovo molo. Tutto questo senza neanche mettere in campo il decreto Piombino, l’appuntamento con la Concordia e il polo di demolizioni navi che sembra stare molto a cuore a Rossi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web