Sicurezza
«Serve verità, non campagne d’ascolto»
La lista civica Comune dei cittadini all’attacco del Pd e delle amministrazioni locali in carica
CAMPIGLIA. «Si avvicinano le elezioni e iniziamo le “campagne d’ascolto”», la lista civica campigliese Comune dei cittadini lancia così un nuovo attacco alle amministrazione comunali della zona e soprattutto al Pd. A dare il via alla polemica è la decisione del Pd di San Vincenzo di affidare a una società specializzata (la Sociolab che ha avuto analoghi incarichi anche dal Comune) lo sviluppo di un “percorso partecipativo” per formare il futuro programma di governo.
«Non sono più capaci di ascoltare e pagano chi lo fa di mestiere – dice la nota della lista di sinistra guidata da Massimo Zucconi – Viene poi da chiedersi con quale coraggio affrontano le “campagne d’ascolto” dopo aver clamorosamente ignorato gli esiti di referendum popolari, o i programmi elettorali disattesi. Siccome i partiti ricevono cospicui finanziamenti pubblici, tra rimborsi elettorali e sproporzionate indennità di carica di consiglieri regionali e parlamentari che in parte finiscono nelle casse dei partiti – si legge ancora – potremmo concludere che i cittadini pagano per essere consultati e contemporaneamente ignorati. Se avessero rispetto dei cittadini prima delle “campagne d’ascolto” dovrebberopromuovere “campagne d’informazione” per far conoscere la verità su ciò che accade nelle loro amministrazioni, a partire dai bilanci».
«Dovrebbero poi dire – prosegue la nota – se le tasse locali pagate dai cittadini si sono trasformate in nuovi servizi e nuovi investimenti o se, come risulta dai bilanci, a crescere è solo la spesa corrente che serve a mantenere una burocrazia il cui principale risultato spesso è quello di rendere più difficile la vita ai cittadini e alle imprese. I nostri amministratori sono responsabili anche di servizi essenziali come l’acqua e i rifiuti. Spieghino ai propri cittadini, prima delle elezioni – prosegue la nota – perché una società come l’Asa (60% pubblica e 40% privata) nata per ottimizzare la gestione degli acquedotti, ha potuto raddoppiare in 10 anni la tariffa mentre è dilagata la percezione di un progressivo peggioramento del servizio. Spieghino perché l’Asiu, che aumenta annualmente le tariffe dei rifiuti, ha una percentuale di raccolta differenziata del 37% mentre le leggi imponevano il 65% entro il 2012. Senza verità – conclude il Cdc – la sfiducia dei cittadini verso i partiti è destinata a crescere. Non è solo questione di lealtà. Senza verità non ci sarà neppure l’impegno per affrontare i problemi e ridurre l’insostenibile pressione tributaria e tariffaria che oggi grava sulle famiglie e sulle imprese italiane».
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