Sicurezza
Scongiurata la chiusura dell’ospedale
Esame congiunto con i comitati dell’accordo stilato fra i sindaci e l’assessore Marroni, mantenuto il punto nascita
PORTOFERRAIO.
Fiducia, ma non incondizionata alla Regione che allontana lo spettro della chiusura dell’ospedale. È questo il sentimento dei responsabili dei comitati elbani pro sanità che hanno preso parte alla riunione tenutasi in Regione, alla presenza del capo di gabinetto dell’assessorato regionale alla Salute Rossano Mancusi e ai vertici locali e livornesi di Asl (il nuovo direttore Porfido non ha potuto essere presente. «La riunione si è tenuta in un clima costruttivo», raccontano i responsabili dei comitati accolti a Firenze: « In apertura Mancusi ha proposto una rilettura dell’accordo, ribadendo che l’ospedale dell’ Elba c’è e ci sarà anche in futuro, il punto nascita viene mantenuto, sono riconosciute le peculiarità dell’Elba che avrà un paragrafo dedicato nel nuovo piano sanitario regionale».Nell’incontro si sono analizzati alcuni dei punti salienti dell’accordo dello scorso autunno.
Anestesia. I medici attualmente sono 6, a breve dovrebbero diventare 7, consentendo una regolare turnazione H24. Grazie al loro supporto è stato possibile migliorare la terapia del dolore e cure palliative.
Prelievi.Per quanto concerne il paragrafo dedicato ai prelievi, si raccomanda ai cittadini di promuovere l’utilizzo della carta sanitaria attivata.
Ortopedia. Oltre all’attuale configurazione con il servizio garantito (2 ortopedici al mattino, 1 al pomeriggio, reperibilità dalle 18 al mattino; interventi programmati in day surgery), i comitati hanno ribadito l’importanza di avere sull’isola un buon livello di traumatologia sia per la particolare morfologia del territorio, sia per l'organizzazione di eventi sportivi internazionali. C’è stata molta attenzione su queste tematiche ed è stato promesso un ripensamento.
Chirurgia. I comitati hanno chiesto di mantenere un buon livello di chirurgia generale.
Casa della salute. Nasce per favorire l'integrazione ospedale- territorio. Nell’accordo era prevista una casa della salute sull’isola, attualmente le indicazioni sarebbero per tre, una nel versante occidentale, una nel versante orientale e una a Portoferraio, in strutture con caratteristiche antisismiche. Sono al momento in fase di ricognizione e di studio. I comitati sono favorevoli a questa iniziativa, in particolare per quanto riguarda le zone disagiate, lontane dall’ospedale di Portoferraio, ma esprimono dubbi e si riservano di approfondire gli aspetti per quanto riguarda la casa salute dentro l’ospedale di Portoferraio.
Le sensazioni. «Nel corso della riunione – raccontano i comitati – che si è mantenuta su un piano di discussione serrata e leale, si sono ribadite ampiamente le numerose difficoltà e disagi che incontra il cittadino elbano nell’accedere alle cure sanitarie, è stato sottolineato dai comitati che il paziente spesso viene trasportato in continente anche per prestazioni che si potrebbero tranquillamente erogare all’ospedale di Portoferraio come avveniva una volta, soprattutto nel caso dell'ortopedia che era un fiore all'occhiello dell'ospedale elbano. Sono stati molti gli aspetti critici illustrati dai comitati. Si è inoltre fatto notare che l'Elba produce una buona fetta di Pil della provincia di Livorno e che questo non ritorna indietro in modo soddisfacente in termini di servizi».
Al termine dell’incontro, il segretario Mancusi, ha chiesto fiducia e ha proposto, col consenso di tutti, un tavolo tra Regione, sindaci, azienda, e cittadini dei comitati elbani per elaborare il patto territoriale previsto nell’accordo.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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