Gioco
Pioli: «Giusto che ci sia vivace discussione, ma non volgarità e attacchi personali»
«È in corso, come è giusto che sia, una vivace discussione sull’ipotesi di fusione dei comuni di Suvereto e Campiglia. In questo quadro alcune iniziative stanno però inquinando l’aria come la...
«È in corso, come è giusto che sia, una vivace discussione sull’ipotesi di fusione dei comuni di Suvereto e Campiglia. In questo quadro alcune iniziative stanno però inquinando l’aria come la comparsa di uno striscione sulla porta d’ingresso al paese che accusa il sottoscritto di voler “affondare” un comune vecchio di otto secoli, “un comune” si dice, “di uomini liberi e non di segaioli!” – È così che il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli replica alle varie manifestazioni anti-fusione avvenute durante il weekend delle feste medievali e culminato nell’apparizione, ieri mattina, di uno striscione assai “colorito” contro sindaco e fusione, affisso alla porta merlata del paese.
«Quando l’amministrazione comunale ha ritenuto suo dovere prospettare anche questa possibilità, prevista dalle leggi – prosegue Pioli – ci aspettavamo delle reazioni e un dibattito forte. Non abbiamo deciso la fusione, ma chiesto alla Regione di andare al referendum e saranno quindi i cittadini a decidere, nessun altro. Altra cosa sono però le offese, le volgarità, gli attacchi personali, le scritte sul portone del Comune o i biglietti con offese e minacce anonime nella cassetta della posta del sindaco. Altra cosa – prosegue il sindaco suveretano – lanciare slogan in difesa della “libertà di Suvereto” brandendo le spade, come a Pontida, o mettere a tutti i bambini la maglietta del no. Altra cosa è la sistematica ingiunzione a tacere a chi “non è suveretano purosangue”. Chi agisce così, in molti casi di notte, come i ladri – dice Pioli – non fa onore ai comprensibili sentimenti di attaccamento di tanti cittadini e sta creando un’atmosfera davvero pericolosa. Credo che i tanti cittadini contrari alla fusione non si riconosceranno in questi livelli davvero avvilenti di violenza verbale. Credo anche che i responsabili del comitato del no che hanno esperienza amministrativa e politica e, come sappiamo, hanno a cuore la democrazia e il dibattito civile, avrebbero il dovere civico di prendere nettamente le distanze da chi sta dando della comunità che dice di voler difendere, un’immagine vergognosa, che Suvereto non merita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google