Il Tirreno

Lucchini, tempo scaduto Si lotta per non chiudere

Lucchini, tempo scaduto Si lotta per non chiudere

I sindacati contrari al programma presentato dal commissario Piero Nardi «L’autogestione della cokeria agevolerebbe solo la vendita a “spezzatino”»

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PIOMBINO. Una cooperativa per gestire la cokeria? Primo a respingere l’idea è proprio un gruppo di lavoratori del reparto, che si dice «profondamente indignato per le dichiarazioni di Omar Pilloni, un lavoratore esterno alla cokeria».

«Non siano d’accordo in assoluto con lo “spezzatino” della fabbrica – sostengono – e con le dichiarazioni di questo operaio, che ha avuto la presunzione di non interpellare i lavoratori delle cokeria, che gli avrebbero fatto capire che questo percorso è impercorribile».

«Le sue dichiarazioni – aggiungono – mettono lavoratori contro lavoratori, mentre oggi più che mai è necessaria l’unità e non la loro divisione. Quello che invece ci auspichiamo e sosteniamo è un progetto per una cokeria che la lega al ciclo integrale e, quindi, all’intero stabilimento».

Pilloni, che diceva anche lui di parlare a nome di un gruppo di lavoratori «stanchi di non avere nessuna notizia confortante dai sindacati», si era chiaramente rifatto alle dichiarazioni del commissario Piero Nardi, secondo il quale tra le manifestazioni d’interesse arrivate alla Lucchini dal 17 maggio al 17 giugno, ci sarebbero anche quelle di un trader interessato all’affitto della cokeria. Un intermediario dunque, per un prodotto finale che potrebbe in questo momento interessare soprattutto l’Ilva di Taranto, impegnata nelle prescrizioni dell’Aia.

Certo che il clima in fabbrica, soprattutto dopo il programma presentato da Nardi non è di migliori. «A settembre il commissario ha intenzione di fermare l’Afo– commenta il segretario della Fiom Luciano Gabrielli – ed entro febbraio i laminatoi e la cokeria».

«L’incontro al Mise – rimarcano Fiom, Fiom e Uilm – ha confermato tutte le preoccupazioni presenti nello stabilimento: la mancanza di acquirenti dell’intero ciclo integrale mette in discussione il futuro di Piombino. I piani presentati da Nardi prevedono chiusure di impianti con tagli al personale da 500 a 4.000 persone».

Giudizio totalmente negativo sul piano e sciopero con manifestazione per il 26, con partenza alle 9,30 dal cavalcavia Caduti sul Lavoro. «La situazione è grave – commentano i sindacati – il commissario vuole chiudere l’area a caldo e spegnere l’altoforno il 30 settembre. E questo è per noi irresponsabile: non è pensabile mettere a casa 2.100 persone senza un futuro».

La proposta, nell’immediato, è quella di creare sinergie con Taranto cedendo bramme di qualità. «Una soluzione per prendere tempo – precisa Gabrielli – allungando la vita dell’altoforno di 18-30 mesi, in attesa di un nuovo progetto capace di trovare consenso e finanziamenti in Europa».

L’impianto suo cui conta il sindacato per mantenere una produzione di acciaio di qualità è il Corex-Finex, di cui detiene il brevetto la Siemens Vai e che è già in produzione in Corea, India e Cina.

Ma lo sciopero del 26, è chiaro a tutti, sarà prima di tutto uno sciopero contro la chiusura. I tempi per la Lucchini sono scaduti senza che si siano fatti avanti compratori disponibili a rilevare l’intero stabilimento. «Nardi non è il Vangelo – sostiene tuttavia ancora Gabrielli», ma il pericolo di finire sul banco del mercato a “spezzatino” mai è stato così reale. In questo contesto Fim, Fiom e Uilm richiamano all’unità e condannano la proposta di realizzare una cooperativa per gestire la cokeria «che significherebbe accettare proprio la linea dello “spezzatino” proposta dal commissario». Unione di intenti e solidarietà sono in contrordine le parole dei sindacati: «La cokeria può aver un futuro solo all’interno di un progetto che il sindacato rivendica. Il resto è solo divisione ed egoismo. E i lavoratori delle cokeria – chiosa Gabrielli – sono stati sempre in prima fila nelle lotte e questo elemento di divisione non gli appartiene».

Giorgio Pasquinucci

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