Il Tirreno

Ambiente e innovazione, ecco la ricetta dei renziani

di Cristiano Lozito
Ambiente e innovazione, ecco la ricetta dei renziani

Martina Pietrelli soddisfatta per i risultati degli incontri nei “Gazebo delle idee” «Possiamo uscire dalla crisi, con le nuove infrastrutture e la green economy»

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PIOMBINO. «La sua salvezza questa città potrà trovarla se saprà innovarsi, anche dal punto di vista industriale. Puntando su una maggiore compatibilità ambientale e sulle sue eccellenze culturali e paesaggistiche che, lo dobbiamo capire bene, sono numerosissime».

E’ questa la premessa di Martina Pietrelli, coordinatrice del gruppo renziano piombinese, per sintetizzare i primi risultati dei “Gazebo delle idee”, punti d’incontro con i cittadini, da cui il gruppo “Adesso Piombino” stra traendo spunti importanti per la definizione della sua politica in vista delle amministrative 2014.

Ormai non è un mistero che Pietrelli sarà in lizza per le primarie del Pd, «che devono essere regolamentate ma aperte. Il partito deve includere e non escludere, capire che ormai i partiti in genere non sono più in grado di esercitare il controllo della società». Ecco perché la richiesta fatta ai renziani dal capogruppo Claudio Capuano, di rendere partecipe il resto del partito dei risultati dei gazebo, suona a Pietrelli come un richiamo stonato, fuori moda e fuori tempo: «I gazebo – dice Pietrelli – si stanno rivelando un ottimo punto d’incontro per parlare con i piombinesi, che discutono e fanno proposte. Magari piccole ma concrete. Quindi senza polemica a Capuano dico semplicemente: vieni anche tu ai gazebo».

La sensazione infatti è che i renziani continuino a essere visti nel partito come un corpo estraneo, o giù di lì. «Io non credo sia così – dice invece la coordinatrice di “Adesso Piombino” – certo questo è un partito che perde un gran numero di iscritti, invece dopo le primarie si sono avvicinate al Pd, anche tesserandosi, tante persone che avevano seguito con passione l’avventura di Renzi. Ripeto, il Pd si deve aprire, solo così potrà ritrovare credibilità e fiducia».

Pietrelli, 37 anni, ma un paio di legislature alle spalle come consigliere comunale («ho già fatto le prove di Pd», scherza), sembra avere le idee chiare sulla crisi e sulle prospettive della città. «Serve un progetto per Piombino - dice – una città che merita un ruolo trainante nella Val di Cornia. Sì, la crisi è profonda, ma abbiamo possibilità e caratteristiche per uscirne: un territorio bellissimo, chilometri di costa in una posizione centrale rispetto all’arcipelago, una grande qualità del mare. E poi la città, bella perché ha una storia importante, i parchi archeologici, la nostra agricoltura di qualità, l’enogastronomia».

Ma in questo momento – a poco più di un mese dal possibile spegnimento dell’altoforno – è obbligatorio interrogarsi sul futuro dell’industria: «Bisogna lavorare per salvare la Lucchini – risponde Pietrelli – che ha un futuro se saprà rinnovarsi. Per questo è lecito in questa fase chiedere un aiuto allo Stato, che in questo territorio ha guidato l’industria per decenni, non per pretendere un sostegno drogato, ma per favorire l’innovazione».

La coordinatrice del gruppo renziano si dice convinta «che dal punto di vista dell’ambiente il sindaco Gianni Anselmi abbia fatto molto. Ecco, si deve proseguire su questa strada rovesciando però la parte dell’immagine della città che non dipende da noi. Ecco perché ad esempio mi spiace che non ci sia più una manifestazione come “Quanto basta”, importante perché dava la cifra dell’impegno in questo ambito, e dello sguardo nuovo della città verso il cambiamento, anche dal punto di vista delle tecnologie».

Per questo, definita «l’importanza decisiva del completamento della 398 e dei nuovi progetti per l’ampliamento del porto», Pietrelli considera un obiettivo possibile quello di «trasformarsi in un fertile laboratorio per lo sviluppo della gren economy. Perché non credo alla monocultura, ma è certo è che tanti anni d’industria hanno partorito un indotto di gran qualità ed esempi eccellenti di piccola e media impresa, o di adattamento alle nuove situazioni, come nel caso della Dalmine. E questa capacità di crescere e di innovarsi va senz’altro coltivata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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