Proteste
Canile, Peria replica alla diffida di Barbetti
Il sindaco di Portoferraio: «Incredibile, i Comuni messi in mora dal vero responsabile dei ritardi»
PORTOFERRAIO. «È incredibile che a mettere in mora i Comuni per la mancata realizzazione del canile sia proprio chi ha fatto di tutto per rallentare l’iter della stessa struttura comprensoriale».
Roberto Peria, sindaco di Portoferraio, risponde in questo modo alla presa di posizione del collega Barbetti che, dopo il fiume di polemiche e gli sviluppi della vicenda del canile, intrecciata alla costruzione delle palazzine a Colle delle Vacche, si è rivolto a un avvocato per diffidare, con tanto di messa in mora, gli altri sindaci. Capoliveri, secondo Barbetti, ha portato a termine tutti gli atti che gli competevano per mettere a disposizione l’area dove doveva sorgere il canile, ma non era in grado di sostenere il peso del mutuo. E gli altri Comuni, sempre secondo Barbetti, non hanno fatto niente per superare il problema. Il sindaco di Portoferraio Roberto Peria intende smontare in tutti i suoi punti la posizione del collega. «L’atteggiamento di Barbetti è quello tenuto da chi, sentendosi in un angolo, vuole lo stesso passare all’attacco – dichiara il sindaco di Portoferraio – nel caso del canile, però, i presupposti per farlo non esistono. E comunque non c’è bisogno di mettere in mora Portoferraio in quanto c’è la massima disponibilità a realizzare il canile attraverso forme di finanziamento diverse dal mutuo». Secondo Peria le strade per finanziare la realizzazione del canile ci sarebbero, attraverso gli oneri di urbanizzazione o, in alternativa, l’alienazione dei beni pubblici. «Portoferraio non si è mai tirata indietro – racconta Peria – nel 2010 abbiamo messo a disposizione la parte di terreno che ricadeva nel nostro comune, ma non mi pare che negli ultimi tre anni Barbetti si sia interessato alle sorti del canile. È incredibile che la messa in mora arrivi proprio da chi ha fatto di tutto per rallentare l’iter del canile che, è chiaro, non è stato realizzato per una precisa volontà politica».
A tale proposito il sindaco di Portoferraio ci tiene a chiarire alcuni aspetti della vicenda. «Fino al 2012 la vicenda del canile è stata gestita dall’Unione dei Comuni che, per essere precisi, è stata presieduta da Claudio Della Lucia che è vice sindaco di Capoliveri – attacca Peria – leggendo gli atti si può constatare il continuo battibecco tra l’architetto Ferrari e il Comune di Capoliveri che, pur in presenza del progetto esecutivo per il canile, ha ritardato in tutti i modi la messa a disposizione delle aree. Lo stesso comune che ora diffida gli altri». Peria arriva, quindi, ai tempi più recenti. «Poco prima dello scioglimento dell’Unione dei Comuni il commissario Orsini riunì i Comuni e face pressione affinché gli enti si organizzassero per sbloccare il progetto – racconta Peria – solo 4 Comuni su 8, tra cui Portoferraio, dettero l’ok, gli altri non votarono e Capoliveri rifiutò di svolgere il ruolo di Comune capofila. Recentemente la questione del randagismo è stata presa in carico dal viceprefetto, ma nell’ultima riunione il Comune di Capoliveri ha pensato bene di non essere presente. E ora diffida gli altri enti».
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