La Charta Libertatis chiude il ciclo delle feste medievali
SUVERETO. Appuntamento finale stasera nel centro storico per le serate medievali, ma è soprattutto l’occasione per il primo del duplice festeggiamento della consegna della “Charta Libertatis” che,...
SUVERETO. Appuntamento finale stasera nel centro storico per le serate medievali, ma è soprattutto l’occasione per il primo del duplice festeggiamento della consegna della “Charta Libertatis” che, nel 1201, l’allora conte palatino degli Aldobrandeschi di Sovana Ildebrandino VIII fece alla comunità suveretana. L’altra rievocazione avviene durante la sagra (l’8 dicembre), ma quella della metà di luglio ha un valore tutto speciale perché si snoda per le vie anguste fino in piazza Vittorio Veneto, tutte addobbate con i poveri cenci di una volta, luci attenuate, personaggi, banchi e giocolieri di ogni tipo. È un pò la ricorrenza dell’orgoglio della comunità che fu tra la prima nella zona ad ottenere dai signori dell’epoca importanti riconoscimenti ed autonomie, non per caso, ma perché il castello di Suvereto rivestiva l’importanza strategica di trovarsi ai confini a nord della grande contea aldobrandesca.
La pergamena della Charta Libertatis, attualmente all’archivio di stato di Siena, recentemente fu restaurata ad opera del comune e venne esposta per un periodo proprio a Suvereto. Questo sarà il gran finale delle serate 2013 organizzate dall’Ente valorizzazione Suvereto, intorno alle ore 22,30, ma già alle 19 aprirà la festa che diventa più suggestiva al calar del sole. Ed ecco il fitto calendario degli eventi che si rincorrono alla Rocca Aldobrandesca, in piazza don Angelo Biondi, al Chiostro di S.Francesco, in piazza D’Annunzio e Vicolo del Fiore. Protagonisti i cavalieri locali di Ildebrandino VIII abilissimi nel maneggiare grandi spade anche fiammeggianti, i musici “Calende Maya”, i “Giullari fiorentini”, i cantastorie Compagnia Gratulantes, i Cavalieri di San Fiorenzo, i giocolieri del fuoco e gli Sbandieratori della compagnia di Santa Croce. Punti di interesse saranno l’accampamento dei cavalli e militare, il tiro con l’arco della Compagnia Aquila Nera, i giochi medievali, così come saranno aperte la Taverna del pesce, il banco del porcellum, e il ristoro del pellegrino, oltre a tanti altri piccoli banchi con schiacce, grigliate, vino, dolci con gli immancabili uomini in costume del banco di cambio dagli euro al “denaro”, l’apposita moneta delle serate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
