Il Tirreno

Il sogno di bambina ora è realtà

di Francesca Barone
Il sogno di bambina ora è realtà

Passione, fiducia e rispetto delle tradizioni alla base del successo dell’azienda di Sara Govi

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SUVERETO. C’è una storia fatta di passione, allegria e fiducia, ma anche di umiltà e di gratitudine verso chi ha saputo tramandare le tradizioni. È la storia di Sara. Trentacinquenne suveretana, una laurea in agraria con specializzazione in viticoltura ed enologia, mamma della piccola Tessa, ma soprattutto titolare di un’azienda agricola. Govi, questo è il cognome della sua famiglia. Una famiglia solida e unita a cui è fortemente legata.

«Sono cresciuta qui in campagna con i miei nonni – racconta Sara – i miei ricordi più belli sono strettamente collegati alla mia infanzia con loro». Un attaccamento alla campagna che l’ha condotta a dedicarsi all'agricoltura. Con lei Fenelio, Rita e Samuele. Genitori e fratello maggiore, che da sempre sostengono Sara in questa avventura, incoraggiandola e lavorando spesso al suo fianco. La sua azienda, Podere Conte Ruggero, si trova a Casalappi e conta 30 ettari di terreno, suddivisi in vigneti, oliveti con più di 2000 piante e seminativi. Si inizia la mattina molto presto e avanti fino al tramonto. «Guidare un’azienda agricola comporta molti sacrifici – dice Sara Govi – non ci sono orari e non ci sono feste. La campagna ha scadenze precise da rispettare».

Sara ha deciso di prendere e rivitalizzare l’azienda di famiglia. Per questo sarebbe facile dire “Beh, certo, se hai la terra il più è fatto!”. Ma non è così. Avere dei terreni aiuta, ma gli investimenti per tenerli in produzione sono onerosi, così come sono spaventose le trafile burocratiche che occorre seguire destinando una quantità impressionante di energie ad altro, prima di fare davvero agricoltura. «Sono tante le occasioni in cui il diploma di ragioniera mi è più utile della laurea in agraria!», esclama. Ma poter presentare con orgoglio una bottiglia di vino o di olio, dà il senso di un futuro solido che si sta costruendo con fatica e tanto coraggio.

«Sono dieci anni che lavoro e insieme alla mia famiglia investiamo risorse in questa azienda, ma i risultati dal punto di vista economico comincio a vederli solo ora – rivela la giovane imprenditrice – Fino a questo momento siamo riusciti a mantenere il capitale dei nonni, ma senza grossi guadagni. Eppure in questo casale e con queste terre ci vivevano tre famiglie. Mi ricordo di quando nonno mi diceva che con una trebbiatura avrebbero potuto comprarci un appartamento. Altri tempi!».

L’ultimo investimento di soldi e di forze riguarda il recupero di due granai. «Stavano andando in rovina e così abbiamo deciso di fare un ulteriore sforzo – spiega Sara – Li abbiamo trasformati in un agriturismo. I lavori di ristrutturazione sono quasi terminati». Una nuova scommessa, giusto per non fermarsi mai. «In questi dieci anni ho attraversato anche momenti molto difficili in cui ho spesso pensato di abbandonare tutto – confessa Sara – ma per fortuna è sempre prevalso il forte attaccamento alla terra che mi ha trasferito mio nonno. E oggi posso dire che sono convinta della mia scelta». Una speranza per il futuro? «Vorrei riuscire a trasmettere la passione per la campagna anche a Tessa e a mio nipote Elia. Per loro sogno un’infanzia come quella mia e di mio fratello».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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