Il Tirreno

Rio Elba dichiara guerra agli evasori

Il Comune accerta 550mila euro di Ici e Tarsu non versati, individuate quest’anno 160 prime case fittizie

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RIO NELL’ELBA. Poco più di 1200 abitanti e un’evasione accertata di 550mila euro tra imposta sull’abitazione e tassa sui rifiuti nell’arco di tre anni. Tutto qui? No, dal momento che 470 mila euro è la cifra stimata di versamenti mancati, relativa alle false prime case. Ovvero di chi, figurando come residente di Rio nell’Elba, in realtà non dimora nel comune elbano. I dati, considerate le dimensioni del comune, fanno impressione. Basti pensare che l’amministrazione comunale, puntando forte sulle attività di recupero di questa fetta di evasione, ha previsto un bilancio per il 2013 nel quale, nonostante i tagli ai trasferimenti statali, non ci saranno aumenti ad alcuna tariffa.

Maxi evasione. Il Comune di Rio nell’Elba ha avviato con il lavoro del personale del servizio finanziario e in particolare dell’ufficio tributi un’efficace azione di recupero della evasione ed elusione dell’Ici e della tassa dei rifiuti. Tra il 2010 e il 2012 il Comune ha accertato evasioni o pagamenti non corretti per un totale di 550 mila euro. Ma non è tutto, dal momento che, quest’anno, sarà centrato l’obiettivo di far pagare l’Ici arretrata a 160 residenti del Comune, proprietari di abitazioni denunciate come prime case, ma che in realtà non lo sono. Molti proprietari, pur non avendo la residenza (che potranno continuare a mantenere), per la maggior parte dell’anno dimorano in un altro Comune. Questi, dunque, per gli anni dal 2008 al 2011 dovranno vesare l’intera Ici e per il 2012 la differenza tra l’Imu per la prima casa e l’imposta che avrebbero dovuto pagare se l’abitazione fosse stata considerata seconda casa. L’evasione accertata solo nel 2008 ammonta a 105mila euro, quindi si stima che dal 2008 al 2012 salga a 470mila euro.

Il recupero. Tra Imu inevasa, non pagata correttamente e false prime case, il Comune conta di recuperare oltre 1 milione di euro. Ma difficilmente l’amministrazione riuscirà a mettere insieme tutto quello che non è stato versato. «Chi sarà diligente – dicono dal Comune di Rio nell’Elba – e provvederà al pagamento entro 60 giorni dalla notifica, avrà diritto allo sconto di 1/3 della sanzione».

Quel che è certo è che l’attività di recupero dell’evaso garantirà al bilancio comunale una buona boccata di ossigeno. «Il risultato va ben oltre le nostre aspettative – spiega l’assessore al bilancio Giovanni Fratini – credo che se anche gli altri Comuni usassero questa linea, le risorse economiche per le amministrazioni sarebbero più facilmente reperibili».

Aumenti? No grazie. Il disegno è chiaro. L’attività di recupero dell’evasione creerà le basi per un bilancio comunale più “morbido” per le tasche dei cittadini. Anche quest’anno l’amministrazione comunale riese ha deciso di non introdurre l’addizionale Irpef, le tariffe sulla tassa sui rifiuti resteranno invariate, così come non si registreranno aumenti per le tariffe dei servizi mensa e di trasporto scolastico, nonostante i maggiori costi per il trasferimento degli alunni dal plesso scolastico Agostini alla Casa Valdese. No anche ai ritocchi sulla tassa per il suolo pubblico e la pubblicità con, anzi, le imprese che hanno aperto l’attività da meno di tre anni che saranno esentate. E l’Imu? Il Comune ha deciso di non operare aumenti all’aliquota del 7,6 per mille previsto per gli immobili diversi dalla prima casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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