Il Tirreno

«No al beach party a Ferragosto»

di Paolo Federighi
«No al beach party a Ferragosto»

Protestano alcuni operatori turistici: perché questa festa si fa sempre davanti alle nostre strutture?

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SAN VINCENZO. Proteste per il Tuscany beach party, che quest’anno si svolgerà a pochi giorni dal Ferragosto, esattamente domenica 11. Ad opporsi alla data di svolgimento dell’evento e alla zona scelta, oltre che ai disagi che il beach party comporta alle loro strutture e clienti, sono le due albergatrici Stefania Agostini e Francesca De Gennaro, rispettivamente titolari dei residence Villa Hedy e Villa Clara, le quali hanno inviato una lettera in proposito anche al sindaco Michele Biagi e alla giunta.

Le due albergatrici si troveranno il beach party, come negli anni scorsi, proprio a ridosso delle loro strutture, in via del Capodoglio. «La novità del beach party nella settimana di Ferragosto – dicono le due albergatrici – e per giunta di domenica, è una combinazione che ci porta a chiedere se il Comune sia a conoscenza della nostra attività di imprenditrici turistiche. Sarebbe opportuno elaborare un calendario in cui si contemperino tutte le esigenze, in modo da evitare che su alcuni ricada il peso delle libertà altrui, visto che chi ha confermato ancora una volta la manifestazione, non ha tenuto conto che in via del Capodoglio ci sono delle attività. Si tratta di residence che fanno arrivi e partenze degli ospiti al sabato. Conoscendo il dispiegamento di mezzi – proseguono – per allestire la manifestazione, siamo certe che gli ospiti in partenza, ma soprattutto quelli in arrivo, troveranno la strada inagibile perché occupata da trattori, rimorchi, furgoni. A ciò si aggiunge la poca lungimiranza di chi, avendo i permessi per farlo, non si cura di coloro che in quello stesso luogo stanno svolgendo la loro attività, con un’arroganza che porta a bloccare gli accessi alle strutture dal venerdì al lunedì sera per l’allestimento e lo smontaggio del beach party».

Secondo Stefania Agostini e Francesca De Gennaro, essendo quella la settimana di maggior presenza, le due strutture rischiano di vedere i propri clienti confinati in un fazzoletto di spiaggia. «C’è da considerare – dicono le due – che per guadagnare uno spazio in quella sorta di recinto, si devono scavalcare cavi, gazebo e trattori in movimento. C’è più di un aspetto, insomma, che stride con la realtà. Quale immagine diamo del nostro paese ai turisti? Davvero non c’è modo di svolgere il party in un luogo diverso, senza mettere in difficoltà le attività? È possibile non tener conto del disagio arrecato ai turisti? Durante il party, la musica è a tutto volume fino alle 5 del mattino, e si incontrano urina e vomito ad ogni angolo, con sporcizia ovunque. È – proseguono – una questione di rispetto per chi vive, soggiorna e lavora in via del Capodoglio. Un paio d’anni fa il sindaco ci disse che il beach party è una risorsa per il paese. Non lo discutiamo. Ma crediamo di poter affermare che, nel nostro piccolo, lo siamo anche noi, che con il nostro lavoro facciamo conoscere il territorio in Italia e in Europa. Non lo sono forse i nostri ospiti, che lo scorso anno, solo di tassa di soggiorno, hanno versato 4.000 euro nelle casse comunali? Non lo siamo noi, che ogni anno versiamo Imu e tasse al Comune? Non chiediamo di fare scelte drastiche e non critichiamo l’organizzazione del party. Ma troviamo legittimo chiedere all’amministrazione perché non sia possibile una collocazione diversa del party, o perché non si pensi a una sorta di rotazione, in modo che a sacrificarsi non siano sempre gli stessi. San Vincenzo ha lunghe spiagge – concludono Agostini e De Gennaro – ma non vorremmo che per il beach party si riducessero al solo arenile di via del Capodoglio».

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